La rivoluzione del Lavoro presso le Pubbliche Amministrazioni, a cui sta incessantemente lavorando il Ministro Madia, ormai attende i decreti attuativi. Siamo alla fine di un lungo iter iniziato con il Governo Berlusconi e l’allora Ministro Brunetta. Le novità saranno importanti per quanto concerne le sanzioni ed i provvedimenti per i dipendenti colti in comportamenti poco corretti. Lotta serrata ai furbetti del cartellino e delle malattie collegate ai festivi ed ai week end, ma anche interventi che riguarderanno gli stipendi dei dipendenti pubblici, a partire dal quel rinnovo che manca da anni e su cui pende sempre la sentenza della Corte Costituzionale sul blocco Fornero, per finire ai premi che non verranno più divisi tra tutti i lavoratori.

La busta paga del lavoratore sarà in base alla virtuosità dell’Ente e dello stesso dipendente, perseguendo quel meccanismo della meritocrazia di cui Brunetta era promotore.

I cittadini, da semplici utenti a giudici?

Quando si parlava di merito, cioè di premiare solo i dipendenti virtuosi e più produttivi per gli Enti, il dubbio su chi avrebbe dovuto fare la valutazione rendeva il provvedimento abbastanza vago. Sarebbe dovuta nascere una commissione esaminatrice? Chi ne avrebbe fatto parte e soprattutto, sarebbe stata super partes?

In queste ore, una novità molto importante riguarda proprio i criteri di valutazione dei lavoratori che saranno alla base della spartizione dei premi di produttività che non seguiranno più l’erogazione a pioggia per tutti i lavoratori. La notizia ha fatto il giro dei media ed è stata riportata da molti dei più importanti quotidiani italiani, tra i quali “Il Messaggero”, “Il Corriere della Sera” ed “Il Giornale”.

Saranno i cittadini a valutare l’operato dei lavoratori pubblici, cioè a votare la soddisfazione o meno del servizio offerto presso l’Ente a cui si rivolgono per le loro varie esigenze. Le pubbliche amministrazioni quindi, dovranno adoperarsi per mettere in piedi, sistemi di rilevazione del “grado di soddisfazione degli utenti delle attività e dei servizi erogati". I dati ed i voti raccolti si affiancheranno alle segnalazioni private dei cittadini e poi saranno mandati per la loro elaborazione a delle strutture esaminatrici che andranno a valutare l’Ente Pubblico ed ogni singolo dipendente.

Siamo arrivati alla fine della riforma

Dovrebbe essere tutto pronto per la fine della settimana, cioè il Testo Unico del Pubblico Impiego dovrebbe finalmente terminare il suo iter approvativo. La pagella in parte scritta dagli utenti finali dei servizi offerti si affianca anche all’idea di inserire rimborsi per quegli utenti per i quali, i servizi della Pubblica Amministrazione, non siano stati in linea con degli standard di qualità appropriati. In pratica, l’operazione vuole estendere a tutta la PA, un meccanismo che viene utilizzato già in alcune Università, dove gli studenti sono chiamati a giudicare la didattica.

Sarebbe un modo per incentivare gli Enti a raggiungere livelli di qualità che non avrebbero spinta per via del regime in cui questi servizi ricadono. È chiaro che essendo servizi offerti dalla Pubblica Amministrazione, non rientrando in regime di concorrenza, non avrebbero altro modo di essere spronati a raggiungere livelli di efficienza elevati.

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