Andare in pensione anticipata nel 2017 con l'opzione donna è un grosso sacrificio per le lavoratrici. Anzi, una vera e propria "fregatura", come sottolineato dalla sociologa Chiara Saraceno in un'intervista concessa a Il Fatto Quotidiano proprio nel giorno della Festa delle Donne, le più penalizzate in ambito lavorativo e di Pensioni. Le dipendenti o le lavoratrici autonome scelgono di andare in pensione anticipata con l'opzione donna perché non hanno alternative: mancano i servizi per la cura alle persone non autosufficienti delle quali se ne devono occupare loro stesse, oppure perché devono dare una mano alle figlie per crescere i nipoti.

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Pensioni anticipate 2017 con opzione donna: ecco qual è il taglio della pensione

In tutti i casi, andare in pensione anticipata con l'opzione donna comporta una grossa rinuncia a quella che sarà la pensione futura. La misura pensionistica, confermata e prorogata dal Governo Gentiloni per il 2017 alle donne che abbiano l'età di 57 o 58 anni (a seconda se si tratta, rispettivamente, di dipendenti o autonome), presuppone che le donne accettino che la propria pensione venga ricalcolata interamente utilizzando il meccanismo contributivo, di certo molto meno vantaggioso rispetto a quello retributivo al quale, la maggior parte di loro, avrebbero potuto ambire.

Insomma, le donne possono uscire prima da lavoro, ma il costo della pensione anticipata se lo pagano di tasca propria. Ed è un costo anche molto caro. Il taglio della pensione, sottolinea la sociologa, è tra il 25 e il 40 per cento su un importo calcolato sulla carriera lavorativa già frammentaria (il 40 per cento delle donne che escono con l'opzione donna ha lavorato tra i 4 e 10 anni discontinuamente per via della maternità).

Opzione donna 2017: proposta per una nuova pensione anticipata

Cambiare la pensione anticipata con l'opzione donna, secondo la sociologa, si può con l'adeguamento delle pensioni secondo standard di parità di genere pensionistici.

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Accanto ai meccanismi di flessibilità, di uscita anticipata, di ricalcolo della pensione con il meccanismo contributivo e relative penalizzazioni, la Saraceno propone anche un sistema di calcolo legato alla premialità. Ovvero di contributi figurativi che possano ricompensare, anche in parte, il taglio della pensione legato all'uscita anticipata per le donne che debbano prendersi cura di persone dell'ambito familiare. Soprattutto in considerazione del fatto che le donne svolgono un doppio lavoro (fuori casa e in casa) con notevole risparmio per le casse dello Stato che, in ogni caso, sarebbe carente nell'assistenza a disabili ed anziani.