Ancora una brutta notizia per i dipendenti pubblici: se da un lato, infatti, c'è chi ancora aspetta l'aumento stipendiale sulla base delle ultime contrattazioni sindacali, dall'altro un'effettiva analisi pubblicata da Il Sole 24 ore ci rivela i dati di quali saranno gli importi delle Pensioni in futuro e il risultato potrebbe non piacere, soprattutto a chi, ad oggi, percepisce una retribuzione di tutto rispetto corrisposta per la propria prestazione lavorativa al servizio della Pubblica Amministrazione.

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Statali: le pensioni volano al ribasso in futuro, lo svela uno studio del Sole 24 Ore

Il Sole 24 Ore, sempre attento alle questioni di primaria importanza per la vita sociale e lavorativa dell'individuo ha ancora una volta fatto centro. Un loro recente studio ha infatti rivelato che, in futuro, le pensioni non aumenteranno, anzi, al contrario, diminuiranno e le diminuzioni saranno proporzionali all'aumento della retribuzione del singolo lavoratore.

Ciò potrebbe sembrare inverosimile, ma i dati analizzati lasciano poche possibilità di diversa interpretazione: in effetti, quanto più alto è lo stipendio percepito dal lavoratore, tanto più bassa sarà la pensione percepita.

Il calcolo della pensione Inps e la sua variazione dipenderanno dal sistema (contributivo o retributivo), applicabile al singolo dipendente statale.

Calcolo pensioni INPS: il sistema contributivo e retributivo

Il sistema retributivo riguarda i dipendenti che al 1995 hanno già maturato almeno 18 anni di contributi versati ed è il più conveniente.

Questi soggetti, come da calcolo effettuato da Il Sole 24 Ore, rientrando nel sistema retributivo fino alla fine del 2011 e successivamente nel contributivo, avranno una pensione pari circa all'80% dell'ultimo stipendio ottenuto.

I dipendenti statali che, invece, non possono vantare le condizioni richieste per rientrare nel sistema retributivo, rientrano nel sistema contributivo: la loro pensione sarà calcolata sulla base di coefficienti aggiornati periodicamente ogni due anni, variabili in base all'età anagrafica del singolo dipendente.

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Dalle simulazioni riportate da Il Sole 24 Ore emerge, così, ad esempio, che chi oggi ha 65 anni, con uno stipendio intorno ai 30.000 euro lordi l'anno, potrà conseguire una pensione pari al 79% circa dell'attuale retribuzione.

Ma la pensione diminuirà per chi ha retribuzioni annue maggiori, arrivando al 54% per chi percepisce uno stipendio annuo pari a 150.000 euro.

Tragica la situazione dei dipendenti statali più giovani: chi, ad esempio, oggi ha 45 anni e uno stipendio da circa 30.000 euro annuali, percepirà una pensione INPS pari al 54% dello stipendio.

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