Come confermato dopo la firma del decreto attuativo da parte del presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, l'Ape sociale potrà essere chiesta a partire dal 1° maggio 2017 e fino al 30 giugno. Sono però ancora tanti i dubbi circa l'Ape volontaria e i dettagli legati invece a alla quota 41, misure per le quali mancano ancora i decreti attuativi e che, stando alle previsioni, potrebbero essere firmati nella seconda metà di maggio. Mentre per l'Ape volontaria gli ostacoli sono rappresentati anche dagli accordi con le banche e le assicurazioni, trattandosi alla fine di un prestito, la questione relativa ai lavoratori precoci sarà il vero della tema caldo della Fase 2 della riforma delle pensioni che, dal prossimo 4 maggio, vedrà nuovi confronti tra governo e sindacati.
La richiesta, alla base, è quella di un'estensione della Quota 41 a tutti.
Pensioni, novità ad oggi 25 aprile: quota Ape 150 euro
L'unica misura previdenziale che potrà essere chiesta così come previsto dalla Legge di Bilancio 2017 dal 1° maggio 2017 sarà l'Ape sociale. Per le altre, Ape volontaria e Quota 41 occorre attendere ancora il varo dei decreti attuativi. Il rischio al momento è rappresentato dalla possibilità di perdere 150 euro al mese per quei lavoratori che intendano uscire prima dal lavoro attraverso l'anticipo pensionistico. Si tratta soltanto di un taglio minimo mentre quello massimo sarebbe determinato dal tempo che manca per far maturare i requisiti della pensione di vecchiaia.
Si tratta in fondo di dettagli contenuti nello stesso Dpcm sull'anticipo pensionistico che prevede anche i requisiti per ottenere l'Ape: lavoratori che abbiano raggiunto i 63 anni di età e che non sia distanti oltre i 3 anni e 7 mesi dalla pensione di vecchiaia nel momento in cui si presenta istanza all'Inps per ottenere l'Ape. Il testo, in tutto ciò, prevede appunto che l'importo minimo della quota di Ape è fissato a 150 euro al mese.
Riforma pensioni, novità riscatto di laurea: sarà gratuito?
Tra le proposte al vaglio del Governo circa la riforma pensioni c'è anche quella tanto attesa inerente al riscatto di laurea gratuito. In pratica i giovani potranno riscattare gli anni di studio senza versare un euro.
La proposta avanzata da tempo dalle organizzazioni sindacali potrebbe concretizzarsi grazie alle attenzioni del sottosegretario all'economia Baretta che ha esplicitamente sostenuto le intenzioni di "fiscalizzare il periodo contributivo legato agli studi universitari". La proposta consiste nella possibilità di calcolare gli anni di università ai fini pensionistici. Il tutto ovviamente senza prevedere versamenti di contributi per quegli stessi anni. La finalità è semplice: consentire ai giovani di poter cominciare a calcolare anni di contributi considerando che la crisi occupazionale potrebbe non far mai maturare i requisiti per la pensione di vecchiaia. La proposta, anche questa, verrà sottoposta al confronto che dal 4 maggio si svolgerà tra governo e sindacati.
Riforma pensioni, inizia la Fase 2: confronto tra Governo e sindacati
Mentre il 1° maggio si apre la finestra per presentare le istanze per l'Ape sociale, qualche giorno dopo e precisamente il 4 maggio Governo e sindacati saranno ancora una volta uno di fronte all'altro per la Fase 2 della riforma pensioni. La riunione riguarderà soprattutto la possibilità di creare una pensione di garanzia a favore dei lavoratori iscritti nel sistema contributivo puro ma al tavolo di discussione arriveranno sicuramente anche altri temi caldi: su tutti i lavori di cura e le tutele previdenziali per le donne, la possibilità di rilanciare la pensione integrativa e l'adeguamento delle pensioni povere.