Si concentra tutta nella prossima settimana l'attesa per l'arrivo dei due DPCM che dovranno chiudere la questione dell'anticipo pensionistico (APE) di stampo sociale e la Quota 41 per i lavoratori precoci. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è infatti data ormai per sicura proprio nei prossimi giorni, stante che il Governo ha accolto le osservazioni avanzate dal Consiglio di Stato, mentre il 12 maggio i testi dei decreti sono stati inviati alla Corte dei Conti. Il naturale processo di esame e pubblicazione è quindi arrivato al termine, pertanto, se non si verificheranno nuovi colpi di scena, potrebbe finalmente arrivare l'attuazione dei due primi provvedimenti di tutela previsti all'interno della Legge di bilancio 2017.

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Pensioni flessibili, in attesa di conoscere i dettagli su APE sociale e Quota 41

Le prime due misure di pensionamento restano molto attese, sia perché risultano accessibili senza subire penalizzazioni, sia perché consentono una concreta flessibilità rispetto ai requisiti ordinari di legge. L'APE sociale permette infatti di anticipare la quiescenza uscendo dal lavoro a partire dai 63 anni di età, purché si siano acquisiti dai 30 ai 36 anni di contribuzione, mentre per i precoci la Quota 41 prevede il pensionamento al raggiungimento dei 41 anni di versamenti, indipendentemente dall'età (purché si abbiano almeno 12 mesi di contribuzione prima del 19mo anno).

Su entrambe pesano però dei vincoli d'ingresso legati a specifiche situazioni di disagio in età avanzata, che andranno valutate nel dettaglio dopo l'arrivo dei decreti.

Le modalità di fruizione della nuova flessibilità previdenziale

Un capitolo a parte riguarda invece il meccanismo di accesso alle future misure per coloro che avranno effettivamente maturato i requisiti. Sulla base di quanto stabilito dal legislatore, vi sarà infatti una prima finestra utile per l'invio delle domande (in partenza retroattiva dal 1° maggio), mentre una seconda fase (dal 1° ottobre) sarà finalizzata a valutare l'effettiva presenza dei requisiti di legge, oltre alla possibilità di dare seguito alle richieste rispetto alle risorse stanziate anno per anno. L'accesso sarà infatti vincolato ad una graduatoria, stilata dall'Inps sulla base delle indicazioni inserite nei decreti attuativi.

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Previdenza e genere femminile: serve riconoscimento dei lavori di cura

Le ultime novità sulla riforma previdenziale riguardano infine un nuovo comunicato diffuso dal Gruppo PD della Commissione lavoro alla Camera. È in particolare la Capogruppo Marialuisa Gnecchi ad aver ricordato che rispetto ai lavori di cura le donne "sono in credito" ai fini previdenziali. La Parlamentare torna quindi a ricordare, in occasione della Festa della mamma, la necessità di valorizzare e tutelare la disuguaglianza nei carichi di lavoro per le attività che le donne svolgono in famiglia.

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