certificato di malattia: il lavoratore che torna in servizio prima del termine della data stabilita dalla prognosi del medico, e apposta sul relativo documento di certificazione di malattia, senza aver provveduto ad alcuna rettifica, andrà incontro - secondo quanto comunicato dall'Inps - alle stesse sanzioni amministrative applicate ai dipendenti che non risultano reperibili alla visita fiscale.

Certificato medico per malattia: la nuova circolare dell’Inps

L’Inps, con una recente circolare, chiarisce che l’assenza del lavoratore alla prevista visita fiscale a domicilio, sarà sanzionata anche nel caso in cui l'irreperibilità dovesse essere legata ad un rientro anticipato in azienda.

La mancata rettifica della data di rientro sul certificato medico che contiene la prognosi della malattia che ha determinato l'assenza dal Lavoro, ne comporterà l’applicazione di sanzioni amministrative previste per legge. Sono molteplici i casi in cui il dipendente, di comune accordo con il suo datore di lavoro, rientra in servizio prima della data indicata sull'apposita documentazione. Tali comportamenti non sono ritenuti idonei dall’Inps, ma estremamente scorretti, poiché causano notevoli difficoltà amministrative per l’ente preposto alla gestione dell’iter burocratico della malattia del lavoratore, provocando evidenti incongruenze tra la durata effettiva della malattia e la certificazione presentata. L’assenza della variazione della data della malattia del lavoratore sul certificato medico, induce, tra l’altro, l’Istituto di previdenza a stabilire che sia ancora in corso l'impedimento, e ad inviare possibili controlli domiciliari, con notevoli e inutili oneri a carico dell’ente.

Malattia: le sanzioni in caso di mancata rettifica

Le sanzioni che l’Inps applicherà per la tardiva o mancata comunicazione del rientro anticipato del lavoratore in azienda, sono quelle già contemplate in tutti quei casi in cui l’assenza del dipendente ammalato risulti ingiustificata alla visita fiscale di controllo. In particolare, nel caso in cui si tratti della sua prima assenza, sarà pari al 100% dell’indennità prevista e relativa ad un massimo di 10 giorni, e il conteggio avverrà dal primo giorno della malattia, fino al giorno che precede il rientro lavorativo.

L’opportuna rettifica del certificato, affinché risulti valida, dovrà essere fatta prima della ripresa in servizio anticipata. È bene ricordare al lavoratore che tale rettifica dovrà essere firmata dallo stesso medico che ha compilato il primo certificato originale, e che aveva diagnosticato un periodo più lungo di guarigione. La comunicazione, sottolinea l'Inps, è obbligatoria anche per il datore di lavoro che, in presenza di un certificato con una malattia ancora in corso, non può far rientrare in azienda il dipendente, in base alle normative previste sulla sicurezza e la salute sul posto di lavoro.

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