Torniamo a parlare di previdenza con le notizie sulla riforma Pensioni, ci sono novità su precoci e Ape. Al centro della scena dichiarazioni dell'ex ministro Elsa Fornero e le richieste dei sindacati al Governo. Il via all'Ape social è stato spostato a data da destinarsi dopo che il Consiglio di Stato ha evidenziato punti da chiarire. I decreti attuativi sono stati rispediti al governo e l'inizio delle domande fissato il primo maggio è slittato senza una data precisa. I sindacati tornano a chiedere di ampliare la platea dei precoci aventi diritto all'Ape social e Quota 41 durante l'audizione in commissione bilancio a Montecitorio. Il quadro della situazione ad oggi resta molto intricato.

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Notizie riforma pensioni, le novità: parla la Fornero

Elsa Fornero ex Ministro del Lavoro col governo Monti ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della trasmissione Dimartedì in diretta su La7. La professoressa ha ammesso di non avere il quadro della faccenda chiarissimo a causa della confusione creata dal'esecutivo. Il governo, con queste mosse, ha cercato di dire ai lavoratori che la riforma pensioni è stata fatta, ma non basta solo questo. In aggiunta l'ex ministro ha rincarato la dose dicendo che non basta affrontare la problematica facendo mille acrobazie concedendo prestiti ai pensionati.

Sui vitalizi la Fornero auspica che il contributo di solidarietà venga ampliato anche ai senatori. Per quanto riguarda il futuro, i conti dell'inps sono buoni, il nostro sistema è tra i migliori d'europa nonostante l'aumentare dell'età media, ha concluso.

Sindacati: ampliare Ape Social e Quota 41

I sindacati tornano a richiedere l'ampliamento della platea di Ape Social e Quota 41 per i precoci. Nel corso dell'audizione in commissione bilancio della camera i rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito le loro posizioni.

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La Cisl per voce di Maurizio Petriccioli fa sapere che bisogna includere nell'uscita anticipata i gravosi in attività per 5 anni negli ultimi 7 innalzando così la franchigia a 24 mesi rispetto ai 12 mesi attuali. Secondo la Cgil va presa in considerazione la possibilità di abbassare fino a 30 anni la contribuzione come sancito per gli altri profili tutelati. Sulla mancata approvazione dei decreti attuativi delle pensioni, i ritardi vengono giudicati pesanti dato che il governo non ha ancora chiarito come intende procedere dopo il parere del Cds.

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