Gli iscritti al Movimento 5 stelle sono ormai ben 19 mila. Si sono confrontati relativamente alle questioni che attanagliano senza fine il mondo della scuola, votando su Rousseau, il sistema operativo del movimento di Beppe Grillo.

Smantellare la Buona Scuola

La stragrande maggioranza del M5S approva la fine dei finanziamenti verso le scuole paritarie, modificando in tal modo la legge numero 62 del 2000, con la quale si stabiliva la parità scolastica concessa alle scuole private. Soltanto in pochi hanno pensato che non sia un bene modificare tale legge. Per quanto riguarda, invece, la legge 107/15, si è votato per rendere obbligatoria e, allo stesso tempo retribuita, la formazione degli insegnanti.

Gli iscritti al movimento hanno votato sì anche per la cancellazione della famosa card del valore di 500 euro, che attualmente è volta a premiare solo gli insegnanti di ruolo. Da eliminare anche la chiamata diretta e il bonus del merito che viene assegnato dal dirigente scolastico al docente che, secondo lui, sarebbe da premiare. Ultimo, ma non per importanza, l'annoso problema dei test della prova Invalsi, che andrebbero modificati, se non addirittura cancellati.

Una nuova offerta formativa

Altro punto importante secondo i pentastellati sarebbe quello concernente l'offerta formativa, interamente da rinnovare. Quasi la metà, su un numero di 18 mila votanti, ha dato il proprio consenso per diminuire il numero degli alunni nelle classi.

Invece, circa un terzo degli iscritti ha votato per aumentare il tempo pieno, per ripristinare quegli insegnamenti che sono stati ridotti dalla precedente riforma Gelmini, per le compresenze dei docenti nelle classi e per l'integrazione di nuovi insegnamenti. Una degna attenzione da parte del M5S è stata ricevuta dalla didattica.

In molti infatti si sono battuti all'interno del movimento per l'introduzione e l'uso degli strumenti tecnologici nelle aule scolastiche e dei libri in formato digitale.

Precisazioni sul blog di Beppe Grillo

Proprio negli scorsi giorni, precedentemente all'espressione del voto, Beppe Grillo sul suo blog ha voluto fare una chiarificazione, attraverso un avviso.

Si tratta del quesito relativo alle scuole private, dalle quali vanno escluse sia le scuole dell'infanzia che gli asili nido. Grillo spiega infatti che i bambini che frequentano questo ordine di scuole sono compresi nel range di età 0-6 anni e sono inseriti in scuole private che, nella gran parte dei casi, sopperiscono alla mancanza di scuole pubbliche statali, diventando in tal modo una scelta a senso unico per le famiglie. Non resta che attendere il responso del Ministero dell'Istruzione.

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