Mentre si attende il decreto attuativo sul cosiddetto Ape Volontario si inizia a parlare della riapertura della Fase 2 del confronto fra il Governo Gentiloni e le tre sigle confederali Cgil, Cisl e Uil sul protocollo d'intesa siglato lo scorso autunno a Palazzo Chigi. Numerosi solo gli argomenti da affrontare per chiudere definitivamente il capitolo sulla riforma delle pensioni. Dalla proroga del regime sperimentale donna alla previdenza complementare, ai lavori usuranti e alle problematiche legale al futuro previdenziale delle giovani generazioni.
Allo studio del Governo l'assegno di garanzia
Stando a quanto riportato da Pensioni Oggi, il primo confronto sarebbe atteso per domani martedì 4 luglio e una nuova ipotesi sarebbe già allo studio dell'esecutivo. Si tratta dell'introduzione del cosiddetto assegno di garanzia ipotizzato qualche tempo fa dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, volto ad integrare il trattamento pensionistico delle giovani generazioni visto che, a causa delle carriere discontinue, molti giovani percepiranno assegni molto bassi.
Assegno finanziato interamente dallo Stato
L'ipotesi, tuttavia, abbraccerà tutti i lavoratori che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e si baserà su un assegno finanziato interamente dalle casse statali, volto ad integrare il trattamento che si percepirà sulla base dei contributi effettivamente versati.
Stando all'ipotesi tuttora allo studio dell'esecutivo, però, per beneficiare del cosiddetto assegno di garanzia si dovranno rispettare determinate condizioni: il lavoratore, infatti, dovrà dimostrare di essere in possesso dell'età anagrafica per la pensione di vecchiaia e inoltre dovrà possedere un minimo di 15 anni di contributi effettivamente versati. In tal caso, il lavoratore che farà ricorso all'assegno di garanzia non potrà percepire un importo inferiore 5 volte il trattamento minimo Inps, ovvero, inferiore all'importo dell'assegno sociale (circa 450 euro mensili).
Ecco gli altri temi da affrontare
Intanto, il confronto previsto per il 4 luglio dovrebbe focalizzarsi anche su altri temi delicati rimasti irrisolti con la nuova Legge di Bilancio.
Si tratta dell'estensione della platea dei beneficiari per l'accesso al meccanismo di Quota 41 oltre a nuovi interventi sulla previdenza complementare e lo stanziamento di nuove risorse che dovranno essere aggiunti ai fondi già stanziati per il finanziamento del cosiddetto Ape Social rivolto alle categorie più deboli.