Al centro del dibattito sulla riforma delle pensioni da giorni, l'aspettativa di vita continua ad essere il tema dominante sul fronte previdenziale. In attesa di ascoltare la risposta di Giuliano Poletti sull'Ape volontaria all'interrogazione di oggi del gruppo del Partito democratico alla Camera dei Deputati, le notizie sulle pensioni vertono sulla conferenza stampa tenutasi nella giornata di ieri e che ha avuto per protagonisti Cesare Damiano e Maurizio Sacconi, rispettivamente presidente della Commissione Lavoro alla Camera e al Senato, durante la quale è stato chiesto il rinvio strutturale del meccanismo che porterebbe l'età per accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni a partire dal 2019.
Riforma pensioni 2017: chiesto il rinvio dell'aspettativa di vita
Se non si farà nulla entro l'autunno, scatterà in automatico per il 2019 l'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita. Se oggi il lavoratore ha diritto di andare in pensione a 66 anni e 7 mesi, tra meno di due anni ci vorranno 67 anni, con l'operaio, l'insegnante, l'ingegnere eccetera che saranno costretti a restare sul posto di lavoro 5 mesi in più. Per Damiano e Sacconi, entrambi in passato ministri del Lavoro, tale situazione non è ammissibile. Per questo motivo, da giorni, stanno insistendo affinché venga di fatto congelata l'aspettativa di vita, rinviandola a data da destinarsi. Un rinvio consentirebbe, anche nel 2019, di andare in pensione con i termini anagrafici e contributivi vigenti oggi, fermo restando che da quest'anno il Governo ha introdotto delle misure volte a ripristinare la flessibilità in uscita dal mondo del lavoro, come l'Ape social e la quota 41 dei lavoratori precoci.
Si ricorda, a questo proposito, che il 15 luglio scade il primo termine per la presentazione delle domande all'Inps.
Stop speranza di vita, qualcosa non torna
Non tutti sanno forse che proprio quando Maurizio Sacconi, attuale presidente della Commissione Lavoro al Senato, era al governo insieme a Berlusconi, ricoprendo la carica di ministro del Lavoro, ci fu l'introduzione della speranza di vita, attraverso la Legge 102/2009, articolo 22-ter, il quale recita: "A decorrere dal 1° gennaio 2015 i requisiti di età anagrafica per l'accesso alla pensione sono adeguati all'incremento della speranza di vita accertato dall'Istat e dall'Eurostat, con riferimento al quinquennio precedente". Lo stesso Sacconi, adesso, chiede insieme a Damiano il rinvio strutturale.
Alcuni lavoratori, in rete, hanno già fatto notare tale retroscena. Nonostante ciò, occorre sottolineare come in politica si possa e si debba a volta cambiare idea, così come nella vita. Sempre sull'aspettativa di vita è infine intervenuto Walter Rizzetto, che commentando quanto dichiarato ieri dalla coppia Damiano-Sacconi, ha sottolineato come sia più utile abrogare definitivamente tale meccanismo piuttosto che rinviarlo per poi magari ripristinarlo tra qualche anno.
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