Le ultime notizie sulla riforma pensioni, ad oggi, martedì 8 agosto 2017, sono relative alle possibili modifiche che potrebbero venire apportate alla RITA, la Rendita integrativa temporanea anticipata. Ci occuperemo, inoltre, delle domande dell'Ape Sociale e dei precoci, in vista della ripresa del confronto Governo-sindacati.
Pensioni, notizie oggi 8 agosto 2017: RITA, possibili modifiche in vista
Potrebbero arrivare delle novità importanti nella Legge di Bilancio 2018 per quanto riguarda la RITA, ovvero la Rendita integrativa temporanea anticipata.
Secondo quanto anticipato dal quotidiano 'Il Sole 24 ore', il Governo starebbe pensando ad una modifica nei requisiti: se da una parte non bisognerà necessariamente aver raggiunto i 63 anni di età, dall'altra potrebbe essere introdotti dei paletti come i 20 anni di contribuzione nella pensione integrativa ed essere a non più di quarantatré mesi dal raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. La previdenza complementare sarà uno degli argomenti che verranno trattati al prossimo confronto Governo-sindacati previsto per la fine di questo mese di agosto, nell'ambito della fase 2 della riforma pensioni.
Ultime notizie pensioni ad oggi 8 agosto 2017: Ape Sociale e precoci, le incognite legate alle risorse
A settembre, Governo e sindacati dovranno riprendere, inevitabilmente, anche la questione legata all'Ape Sociale e ai precoci: si discuterà, infatti, in merito ad un possibile irrobustimento della copertura finanziaria per il 2018.
Ricordiamo, a questo proposito, che entro il prossimo 15 ottobre, l'Inps dovrà terminare di vagliare le oltre 66mila domande pervenute per le nuove misure pensionistiche: nel caso in cui, l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale dovesse concedere il beneficio alla stragrande maggioranza dei lavoratori, sorgerà il problema della possibile insufficienza delle risorse accantonate per il 2017, risorse che dovrebbero coprire l'accettazione di 60mila domande.
Ci sono poi da considerare le istanze tardive, quelle inviate dopo la scadenza del 15 luglio, all'interno della seconda finestra che si chiuderà il prossimo 30 novembre: entro il 31 dicembre, l'Inps dovrà dare risposta a tutti i lavoratori che hanno presentato, a loro volta, la domanda.
Che cosa succederà se le risorse non basteranno neppure per chi ha presentato la propria istanza entro il 15 luglio? C'è da supporre che la seconda finestra temporale sia destinata a rimanere priva di effetti, anche se, in questo caso, è logico pensare che i lavoratori esclusi possano almeno beneficiare di una priorità nei confronti di coloro che presenteranno la domanda il prossimo anno.
Per rimanere aggiornati sulle ultime notizie relative alla riforma pensioni, potete cliccare il tasto Segui posizionato accanto alla firma del presente articolo.