Le news sul mondo della Scuola non smettono mai di stupire nemmeno i più esperti e gli addetti ai lavori. Sembrava ormai notizia accertata che i concorsi previsti per il 2018 si tenessero ad inizio anno per gli abilitati (il bando era previsto entro e non oltre il mese di febbraio) e a fine anno per i non abilitati (aventi o no i tre anni di servizio). Inoltre ai candidati senza abilitazione e senza i tre anni di servizio è richiesto anche il conseguimento di 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche. Ma le carte in tavola sembrano essersi completamente capovolte grazie ad un annuncio incredibile, fatto proprio dal Ministro dell’Istruzione.

Infatti la notizia è stata anticipata proprio ieri, 29 ottobre 2017, dal Ministro Fedeli in occasione della conferenza programmatica del Partito Democratico sul palco allestito a Pietrasanta. La stessa ha annunciato che bandiranno un concorso nel 2017 ed un altro nei primi mesi del 2018, con l’intento preciso di abbattere il precariato. Dunque si presume che la Fedeli abbia intenzione di spostare il concorso per abilitati alla fine del 2017 e quello per i non abilitati ad inizio anno 2018.

Ecco le notizie sul mondo della scuola che si stanno diffondendo nelle ultime ore

Immediatamente sul web si sono scatenati i commenti dei docenti precari, i quali in massa credono che sia davvero impossibile anticipare le date dei concorsi.

In primis non dimentichiamo la questione dei 24 CFU, infatti presso le università statali ancora devono cominciare i corsi che permetteranno di acquisirli, senza contare che sono in atto ancora le valutazione delle carriere. Dunque appare alquanto improbabile che i candidati potranno acquisire i crediti formativi richiesti come requisito essenziale entro l’inizio del 2018.

Senza contare che migliaia di docenti di seconda e terza fascia solo poche settimane fa hanno preso servizio presso le scuole statali dove sono stati richiesti per supplenze, talvolta anche fino al 30 giugno o 31 agosto 2018. Qualora dovessero bandire i concorsi al più presto, i docenti dovranno strappare i contratti e lasciare le proprie cattedre?

Quanti precari sono disposti a farlo in vista di un concorso dai connotati ancora incerti? Quello che è certo è che gli aspiranti docenti di ruolo, qualora dovessero superare le prove del Fit, si ritroveranno ad acquisire una retribuzione minima del tutto diversa dallo stipendio di un insegnante.