Il problema dei lavoratori esodati rimasti ancora esclusi dalle ultime salvaguardie continua a tenere banco in Parlamento. Sulla vicenda è arrivata infatti una nuova interrogazione ad opera dell'On Andrea Maestri (e degli On Marcon, Airaudo, Civati, Brignone, Pastorino), con la quale si chiede al Governo di "assumere iniziative, accantonando per equità il regime delle decorrenze, per estendere la tutela a tutti i lavoratori esodati con requisiti entro il 6 gennaio 2021 e prevedere nel disegno di legge di bilancio un'ulteriore "salvaguardia", utilizzando i risparmi ottenuti dall'ottava, affinché possano beneficiarne tutti gli aventi diritto".
L'interpello pone l'accento sui "cospicui" risparmi" che si stanno concretizzando in merito all'8va salvaguardia; risorse che sono state accantonate a beneficio dei lavoratori e che quindi, secondo i Parlamentari di Possibile, devono essere utilizzate in modo specifico per la categoria.
Il TFR, l'inflazione ed i fondi pensione
Il lento ma progressivo ritorno dell'inflazione sta creando non pochi interrogativi per chi ha scelto di destinare il proprio TFR ai fondi negoziali chiusi ed in particolare al comparto garantito. Questo genere di soluzione si pone l'obiettivo di equiparare o di battere il tasso di inflazione. Ma con il ritorno alla crescita dei prezzi molti comparti sicuri faticano a tenere il passo alla rivalutazione ordinaria del trattamento di fine rapporto, che è calcolata ad un tasso fisso dell'1,5% più il 75% dell'indice rilevato dall'Istat.
Se è vero che molti fondi pensione ultimamente hanno ottenuto un rendimento inferiore rispetto a chi ha scelto di lasciare i soldi in azienda, bisogna però sottolineare che il dato si inverte e produce a sua volta un distacco anche notevole nei confronti di chi ha scelto un comparto bilanciato o più aggressivo. Oltre a ciò, se si prendono in esame i dati dell'ultimi quinquennio resta evidente un andamento migliore della previdenza integrativa anche per chi ha aderito ai comparti garantiti. Molto dipende quindi dall'orizzonte temporale che il lavoratore può impiegare, visto che i mercati finanziari riescono a offrire un premio di rendimento soprattutto nel medio e lungo termine.
Sulle pensioni d'oro arriva una nuova proposta dai Fratelli d'Italia
Tra i temi che continuano a tenere banco nella discussione politica non può mancare la questione ancora irrisolta delle pensioni d'oro. Ad intervenire al riguardo è stata Giorgia Meloni (FdI), che ha proposto un nuovo meccanismo di adeguamento. "Fino a 5 mila euro non si tocca niente, per la quota che eccede si verifica se hanno pagato i contributi", ha evidenziato durante un proprio intervento al Festival del Lavoro di Torino. Una proposta che però andrebbe incontro alle resistenze degli eventuali ricorsi, visto che ipotesi simili sono già state bocciate dalle verifiche costituzionali in passato. Nella pratica, si tratterebbe purtroppo di un possibile scenario anche per eventuali interventi futuri comparabili, come ammette la stessa Parlamentare.
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