Notizia importante nel mondo dell'insegnamento e della scuola. Il Ministro dell'Istruzione Fedeli ha firmato il decreto che di fatto fa partire il concorso scuola 2018. Una notizia attesa da molti insegnanti abilitati e che era in programma già prima del Natale 2016, come la stessa Fedeli ha sottolineato. Parte così la stagione dei concorsi scuola 2018, perché a questo bando che il decreto ha confermato e che riguarda esclusivamente chi è in possesso dell'abilitazione all'insegnamento, ne seguiranno altri, tra cui quello per la stabilizzazione dei precari.

Il decreto

Indiscrezioni volevano il decreto ministeriali emanato prima della fine del 2017 e così è stato. Adesso l’atto devo proseguire il suo iter che alla fine produrrà l’uscita del bando con tutte regole, le indicazioni e le modalità di partecipazione per gli aspiranti docenti. Adesso il decreto deve essere valutato dalla Corte dei Conti, come ultimo passaggio prima che lo stesso torni al Miur che deve provvedere ad emanare e pubblicare il bando. Come dicevamo questo è solo il primo di un gruppo di 3 bandi che probabilmente saranno pubblicati il prossimo anno. Dopo questo che riguarda docenti che hanno ricevuto l’abilitazione ad insegnare o che già insegnano come titolari di una cattedra, uscirà quello che riguarda i precari che hanno almeno 3 anni di insegnamento come supplenti nelle scuole pubbliche.

Come terzo ed ultimo bando ci sarà quello che evidenzierà tutte le nuove regole di concorso messe in atto con la riforma della scuola, tra le quali i programmi triennali di formazione dei docenti a cui saranno sottoposti i vincitori dei concorsi. Tre anni di formazione con i FIT per poi misurarsi con la prova finale di valutazione che andrà superata se si vuole entrare all'insegnamento di ruolo.

Cadenza dei concorsi

Il Ministro Fedeli trasuda soddisfazione per il decreto uscito ieri 17 dicembre e nel comunicato sottolinea come le nuove regole consentiranno di avere concorsi a cadenza biennale e soprattutto permetteranno di aumentare la professionalità dei docenti eliminando di molto il problema del lavoro precario nella scuola, che costringeva gli aspiranti a lunghi periodi di lavoro precario prima di riuscire ad ottenere l’ingresso nella scuola come insegnante di ruolo.

Le graduatorie che usciranno dai concorsi saranno circoscritte ad ogni regione. Queste classifiche saranno stilate in base ai titoli del candidato, agli anni di servizio pregresso ed all'esito di una prova orale che andrà superata. Superata la prova si dovrà svolgere un anno di formazione con l’aspirante docente che dovrà essere valutato anche per l’attitudine all'insegnamento.