Continua ad essere piuttosto discusso l'argomento legato alle Pensioni erogate dall'INPS, soprattutto in vista delle numerose modificazioni che sono state introdotte a partire dal 2018. In effetti, con l'inizio del nuovo anno sono diverse le novità introdotte in ambito pensionistico, come ad esempio il ritorno al sistema perequativo, il che permetterà ai beneficiari di ottenere un importo dell'assegno leggermente superiore rispetto a quello solitamente incassato. Accanto a ciò, una circolare dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha esteso la ricongiunzione dei contributi, comprendendo anche i lavoratori autonomi e coloro i quali svolgono un'attività professionale.

Cos'è la ricongiunzione dei contributi

Pensione INPS e contributi sono due concetti fondamentali del regime pensionistico sul quale l'Italia fa affidamento per garantire a chi non può più svolgere la propria attività lavorativa di avere un regime di vita più o meno simile a quello precedente. Accanto ai diversi istituti introdotti nel corso degli anni, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha anche previsto la possibilità di effettuare la cosiddetta ricongiunzione dei contributi. Tale strumento diviene di particolare importanza nel momento in cui un soggetto contribuente ha posizioni assicurative presso diversi enti previdenziali e vuole cumularle.

I cittadini che risponderanno ai requisiti potranno dunque rendere unico il conto relativo ai contributi, accedendo così ad un'unica pensione. Il testo normativo a riguardo è suddiviso in due parti, l'una contenuta all'interno della legge n.29 del 07/02/1979 e l'altra nella n.45 del 05/03/1990.

I requisiti per ottenere una pensione unica

Al fine di poter disporre dell'erogazione della pensione ad un unico ente, quale può essere l'INPS, è possibile effettuare la ricongiunzione dei contributi.

Potranno accedere a tale strumento coloro i quali siano intestatari di più assicurazioni previdenziali, per le quali abbiano maturato nel corso degli anni contributi di diversa natura (volontaria, obbligatoria, riscattata o figurativa). La stessa possibilità è riconosciuta anche ai superstiti, nel caso in cui il beneficiario sia deceduto. Come requisito fondamentale vi è dunque il possesso di almeno due forme previdenziali differenti, detenute fino al momento della richiesta da inoltrare all'INPS.

Nel caso in cui la ricongiunzione dei contributi venga accolta, i periodi in cui si è maturata l'anzianità contributiva vengono unificati e genereranno il diritto al trattamento previdenziale seguendo quanto previsto ex lege.

Iter Inps: domanda e pagamento

Secondo quanto riportato dal vademecum dell'INPS, la domanda relativa alla ricongiunzione di contributi deve essere presentata all'ente presso cui si vuole unificare quanto versato nel corso degli anni.

Segui le tue passioni.
Rimani aggiornato.

Inoltre è importante sapere che tale strumento può essere utilizzato al massimo due volte, ma è soggetto ad alcune limitazioni: lo si potrà richiedere dopo 10 anni dalla prima domanda, dopo aver versato ulteriori 5 anni di contributi, oppure al momento del pensionamento. Nello specifico, a partire dal 16 Marzo 2015, tutte le richieste dovranno essere effettuate esclusivamente online, accedendo dunque al sito Internet dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Al momento dell'invio della domanda, non è richiesta la corresponsione di alcuna somma di denaro, cosa che dovrà essere fatta in caso di accoglimento. L'Ente spedisce dunque mediante raccomandata la notificazione relativa all'esito e in contemporanea i bollettini da utilizzare per il pagamento del MAV. Sarà a discrezione del contribuente decidere di pagare la somma richiesta in un ufficio postale, in banca, utilizzando l'Internet-Banking o addebitando l'importo direttamente sul conto; in quest'ultimo caso si dovrà compilare in ogni sua parte il modulo SDD, con l'apposita indicazione relativa alla rinuncia al rimborso entro le otto settimane.

Inoltre, il pagamento potrà essere effettuato in un'unica soluzione oppure sotto-forma di corresponsione di importi rateali. In tal caso saranno aggiunti gli interessi, la somma totale verrà frazionata in pagamenti mensili consecutivi di importo non inferiore ai 27 euro e la prima triade di rate dovrà essere versata necessariamente entro 60 giorni dalla data di ricevuta della notifica di accoglimento. Il mancato pagamento sospenderà la pratica di ricongiunzione dei contributi, facendo perdere così il diritto di usufruire dello strumento: dovranno pertanto passare 10 anni per inoltrare una nuova domanda.

Segui la nostra pagina Facebook!