Le ultime novità sulla pensione anticipata 2018 ci svelano le proposte del Pd per quanto riguarda il comparto pensionistico. Tra le varie proposte, vi è Quota 63. Per Quota 63 si intende la possibilità di andare in pensione anticipata a 63 anni. Inoltre, l’APe dovrà diventare strutturale sia nella versione volontaria sia nella versione sociale. Ma non solo, non si sono dimenticati dell'Opzione Donna. La nuova 'versione' permetterà alle donne con 63 anni di età e almeno 35 anni di contributi regolarmente versati di andare in pensione in anticipo.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Pensioni

Ma andiamo a vedere nel dettaglio le ultime novità sulla riforma Pensioni 2018.

Pensioni, Quota 100 e Quota 41: cosa sono e perché se ne parla

Pensioni, Quota 100 e Quota 41 sono i 2 pilastri su cui potrebbe basarsi la nuova riforma delle pensioni se davvero ci sarà l'abolizione della legge Fornero dopo le elezioni politiche nazionali del 4 marzo [VIDEO].

Sul tema previdenziale e su Quota 100 e Quota 41 il Movimento 5 Stelle e la Lega di Matteo Salvini hanno idee diverse ma tuttavia sono molto simili.

Per Quota 100 si intende il risultato della somma tra età e anni di contributi versati. Ad esempio, se ho 60 anni e ho versato 40 anni di contributi, 60 + 40 = 100 e posso andare in pensione.

Per Quota 41 invece si intende semplicemente il numero di anni di contributi versamenti. Quindi, indipendentemente dall'età anagrafica, se ho versato 41 anni di contributi regolarmente versati nelle casse dell'Inps, potrò andare in pensione.

Pensione anticipata 2018, cosa significa? Ecco i requisiti validi per tutti

La pensione anticipata è il trattamento previdenziale [VIDEO] che può essere raggiunto a prescindere dall'età anagrafica dai lavoratori iscritti all'Inps.

Per il triennio 2016-2018 per andare in pensione in anticipo è necessario aver regolarmente versato contributi per almeno 41 anni e 10 mesi per le donne e di 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Riforma Pensioni, Tito: 'l'abolizione della riforma Fornero costerebbe 15 miliardi l’anno'

Il presidente dell'Inps(istituto nazionale previdenza sociale) Tito Boeri ha nuovamente affermato che l'abolizione della riforma Fornero sulle uscite con pensioni di vecchiaia e pensione anticipata sarebbe finanziariamente insostenibile per il bilancio statale. Sempre secondo Boeri, se si tornasse alla legge precedente alla riforma Fornero, il costo per lo Stato sarebbe di circa 15 miliardi l'anno.