Sarebbero oltre un milione le pensioni dei lavoratori statali tra i quali rientrano i dipendenti della scuola a rischio di calcolo errato su scatti e contributi Inps. L'incertezza riguarda non solo la data a partire dalla quale i lavoratori statali potranno andare in pensione, in questi ultimi anni sempre più spostata in avanti, ma soprattutto i versamenti contributivi per il calcolo delle future pensioni. Secondo quanto riporta ''Il Messaggero'', infatti, l'Inps avvierà un'operazione straordinaria per procedere alla ricostruzione delle carriere.

Verranno digitalizzati tutti i dati storici dei versamenti previdenziali: tra i settori più a rischio, si elencano la scuola, i dipendenti della sicurezza e gli statali della giustizia.

Statali, pensioni a rischio caos: dati scuola, giustizia e sicurezza

Il problema delle future pensioni dei dipendenti statali riguarda i dubbi di calcolo dei versamenti dei contributi: i dati sui quali fare i conteggi, infatti, sarebbero incompleti ed inesatti. Ad oggi, le amministrazioni pubbliche effettuano i conteggi solo nelle settimane prima dell'uscita per andare in pensione e, molto spesso, la pensione viene liquidata in via provvisoria. Solo dopo il calcolo definitivo, che può arrivare dopo molti mesi, si arriva alla pensione definitiva.

Due i momenti che hanno creato il caos nei dati delle pensioni dei dipendenti statali: la digitalizzazione (ma soprattutto i dati pre-2005 si presentano ancora in formato cartaceo) e il passaggio all'Inps della gestione Inpdap nel 2012. Per procedere al ricalcolo dei contributi, delle carriere e degli scatti dei dipendenti statali l'Inps assumerà tra i 250 e i 280 dipendenti interinali per procedere con il riordino di tutte le situazioni previdenziali. Si tratterà di un lavoro enorme che riguarderà le posizioni di circa 600 mila dipendenti della scuola, 450 mila del settore della sicurezza (le posizioni da ricalcolare riguardano il periodo ante settembre 2012) e 225 mila delle altre amministrazione, soprattutto della Giustizia.

Ultime Inps sulle pensioni statali: novità normalizzazione dati, in cosa consiste?

Il caos nei dati dei versamenti per la pensione dei dipendenti statali non permette nemmeno di poter informare i dipendenti del pubblico impiego della propria posizione pensionistica tramite la Lettera arancione Inps, ricevuta già dai dipendenti del settore privato. Per questi ultimi i versamenti corrispondono a quelli realmente effettuati dai datori di lavoro. L'Inps, per bocca del direttore generale Gabriella Di Michele, cerca di rassicurare i dipendenti statali. Infatti, il lavoro dei prossimi mesi mirerà a prendere le informazioni delle posizioni delle pensioni degli statali nei ministeri, in particolare in quelli dell'Istruzione e della Giustizia.

Successivamente i fascicoli, cartacei, verranno passati allo scanner. Questo lavoro permetterà di correggere le anomalie e di acquisire, successivamente, le domande di riscatto, di ricongiunzione e di computo per ottenere la situazione previdenziale di ciascun lavoratore statale. Nel processo saranno coinvolti gli stessi lavoratori del pubblico impiego: infatti man mano che i dati saranno normalizzati, i lavoratori pubblici riceveranno il proprio estratto conto e saranno chiamati ad esprimere le proprie osservazioni.