L’esito delle elezioni dello scorso 4 marzo è stato abbastanza chiaro con la vittoria di M5S e Lega che sono i partiti che più hanno utilizzato in campagna elettorale la cancellazione della Fornero come primo provvedimento da attuare. L’argomento è ancora di attualità perché dopo l’elezione dei Presidenti delle Camere adesso ci sarebbe da formare il Governo e probabilmente sarà a guida dei due movimenti che hanno vinto le elezioni. Mai come adesso le possibilità di una nuova riforma previdenziale con conseguente superamento della tanto odiata riforma Fornero sembrano possibili.

La notizia delle ultime ore però è la nuova presa di posizione di diversi organismi facenti capo alla UE che continuano a considerare imprescindibile l’attuale Legge Previdenziale Italiana. Anzi, sembra addirittura che i pesanti requisiti di accesso oggi in vigore e le regole di calcolo delle Pensioni siano insufficienti.

La BCE

Dalla BCE è arrivato un nuovo monito per l’Italia probabilmente spinto proprio dall’esito delle elezioni e dall’indirizzo che in questi giorni sta prendendo la discussione politica incentrata quasi del tutto sulla cancellazione della riforma del Governo Monti.

Gli economisti della BCE (la Banca Centrale Europea) hanno di fatto detto no a interventi su flessibilità in uscita anche in cambio di un calcolo meno favorevole dell’assegno previdenziale. Nell'ultimo bollettino economico la BCE mette l'Italia ai primi posti come tasso di invecchiamento e spinge a voler valutare un ennesimo intervento in aumento dei requisiti di accesso alle pensioni. non basta nemmeno il già sicuro innalzamento di età pensionabile previsto nel 2019 quando le pensioni di vecchiaia e gli assegni sociali arriveranno a 67 anni.

Bisognerebbe ritoccare ancora in aumento queste soglie perché l’aumento di età media degli italiani significa un aumento della spesa pubblica per le pensioni e l’Italia secondo la struttura capeggiata dal nostro Mario Draghi, non può permetterselo.

Il Fondo Monetario

Se l’attenzione sui requisiti di accesso alle pensioni riguarda chi ancora deve centrare la propria quiescenza, non meno importanti sono gli allarmi che arrivano da Bruxelles per le pensioni già in essere.

Allontanare le pensioni nel tempo porta risparmi ma lo stesso succede con i tagli di assegni alle pensioni già in essere. In questo caso è il Fondo Monetario Internazionale (FMI) che sprona l’Italia a rivedere al ribasso la spesa previdenziale già con la nota di aggiornamento del DEF che dovrebbe sopraggiungere ad aprile. Il Fondo Monetario internazionale spinge l’Italia ad abolire la quattordicesima sulla pensione che dallo scorso anno il Governo ha esteso a tutte le pensioni fino a 1.000 euro al mese. Inoltre si consiglia di ridurre l’importo della tredicesima, di ricalcolare in diminuzione gli assegni previdenziali in essere calcolati con il sistema retributivo, le pensioni di reversibilità e quelle per gli autonomi, stavolta in riferimento alle aliquote da applicare a questi ultimi.

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