Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 15 marzo 2018 vedono arrivare nuovi dettagli sulla proposta del Movimento 5 Stelle riguardante la creazione di un reddito di cittadinanza. Nel frattempo dal CODS prosegue il richiamo ai lavori di cura, mentre si aggiornano le regole sulla sospensione del pagamento del TFR o TFS in caso di cartelle esattoriali rimaste insolute. Infine, l'Inps ha recentemente offerto nuove indicazioni riguardo eventuali contributi indebitamente versati ad un ente differente da quello effettivamente creditore. Vediamo insieme tutti i dettagli nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

Di Maio (M5S): il reddito di cittadinanza non sarà uno strumento di assistenza

"Il reddito di cittadinanza non è uno strumento di assistenzialismo". Lo afferma il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, spiegando di non volere "dare soldi alle persone senza che facciano nulla". Per l'esponente pentastellato, che ha parlato dalla sede milanese di Confcommercio, "dobbiamo lavorare sui principali dossier dell'economia e sulla stabilità che sta a cuore a tutti".

Nella giornata di ieri sul tema è intervenuto anche il direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi, spiegando che il reddito di cittadinanza "sembra un'indennità di disoccupazione molto generosa, ma anche circoscritta in determinate condizioni", pertanto "bisognerà capire se è compatibile con le coperture [...], ma la politica deve e può fare quello che vuole".

Il nuovo richiamo del CODS al tema dei lavori di cura

La fondatrice del Comitato Opzione Donna Social Orietta Armiliato è tornata ad evidenziare il tema dei lavori di cura attraverso due differenti post.

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Pensioni

Nel primo ha richiamato un articolo a firma di Gilberto Turati pubblicato la scorsa settimana in Rassegna Sindacale. Nelle frasi riportate si legge che "ci sono almeno due ragioni oggettive per spiegare il malcontento nei confronti dell’attuale modello corporativo dello Stato sociale italiano: la prima ragione è la demografia, la seconda il mutamento del ruolo delle donne e della famiglia come soggetto auto-produttore di alcuni servizi di welfare.

Entrambe le ragioni chiedono un mutamento della domanda di coperture, pensate per una struttura sociale che oggi non c’è più". Nel secondo post ha invece chiesto l'intervento delle iscritte per il "riconoscimento e la valorizzazione del triplo se non quadruplo lavoro familiare/casalingo svolto oggi dalle donne. L’articolo intende per la struttura sociale che non c’è più quella che vedeva la maggior parte delle donne impegnate nel ruolo di 'tuttofare ma a casa' ovvero quando in pochissime popolavano il mondo del lavoro perché erano impegnate h 24 esclusivamente nel ruolo di casalinghe con tutti gli oneri conseguenti. Oggi, oltre a quegli oneri, le donne hanno al loro attivo quelli derivanti dal lavoro svolto per almeno otto ore fuori casa".

TFR e TFS sospesi per 60 giorni in caso di cartelle non pagate

I lavoratori pubblici che presentano arretrati con il fisco si vedranno sospendere il pagamento della quota impignorabile del TFR o TFS (trattamento fine rapporto o servizio) maggiore di 5mila euro qualora dovessero emergere cartelle esattoriali non saldate. Attualmente la normativa prevede un limite fissato ad un quinto dello stipendio in caso di pignoramento, ma tale eventualità specifica viene superata.

Secondo quanto previsto nella scorsa Manovra, è stato elevato il periodo dei giorni di sospensione (in precedenza fermi a 30 giorni), mentre è cambiata anche la soglia minima di TFS dalla quale scatta il blocco (abbassandosi da 10mila a 5mila euro). In considerazione di ciò, "prima di effettuare il pagamento di importi pari o superiori a 5.000 euro è fatto obbligo di verificare presso l’amministrazione finanziaria se al beneficiario sono state notificate cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno allo stesso importo".

Gestione separata, le indicazioni dell'Inps sui contributi indebitamente versati

"La legge 23 dicembre 2000, n. 388 ha disposto che il versamento dei contributi previdenziali effettuato in buona fede a un ente pubblico diverso da quello effettivamente creditore ha effetto liberatorio nei confronti del contribuente". Lo conferma l'Inps all'interno di una recente comunicazione, con la quale spiega come risolvere tale evenienza. "L’ente previdenziale che ha ricevuto il pagamento deve provvedere al trasferimento delle somme incassate, senza l’aggiunta di interessi, all’ente titolare della contribuzione". Le indicazioni operative al riguardo sono state inserite all'interno della circolare Inps n. 45/2018, nella quale sono contenute anche "le disposizioni in merito agli obblighi contributivi dei liberi professionisti e fornite indicazioni sulla richiesta di trasferimento della contribuzione indebitamente versata alla Gestione Separata".

Come da nostra prassi, restiamo a disposizione dei lettori nel caso desiderino aggiungere un commento nel sito o nella pagina Facebook "Riforma Pensioni e lavoro" in merito alle ultime novità sul comparto previdenziale riportate nell'articolo.

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