Nella giornata di ieri si è concluso il primo giro di consultazioni, con il presidente Sergio Mattarella che ha incontrato le delegazioni di Pd, Forza Italia, Lega Nord e Movimento 5 Stelle. Confermata, almeno per il momento, la crisi di governo, all'indomani del risultato del voto alle elezioni politiche del 4 marzo, che non ha assegnato a nessuna forza politica la maggioranza per poter governare. A questo punto, la composizione del nuovo esecutivo è un tema fondamentale per le lavoratrici di Opzione Donna, deluse dopo che per tutto il 2017 hanno atteso invano una proroga del regime sperimentale mai arrivata.

Che cosa sarà di Opzione Donna con un governo M5S-Lega Nord

La proroga di Opzione Donna al 2018 è stato il sogno accarezzato a lungo da migliaia di lavoratrici italiane negli ultimi dodici mesi, salvo poi scoprire che dal governo Gentiloni non sarebbe arrivato alcun provvedimento che andasse in quella direzione. Adesso che il Pd è stato duramente sconfitto alle ultime elezioni politiche del 4 marzo scorso, le speranze vengono riposte tutte sul Movimento 5 Stelle e la Lega Nord. Entrambe le due forze politiche, infatti, durante la campagna elettorale hanno promesso di intervenire nell'ottica di un superamento della legge Fornero, confermando il loro impegno nell'avviare celermente i lavori per i provvedimenti su quota 41 per i lavoratori precoci e la quota 100, come alternativa all'attuale riforma pensioni.

Non è un mistero, però, che la pensione anticipata per le donne rappresenti un tema caro sia a M5S che alla Lega di Matteo Salvini. In caso di accordo tra le due forze politiche, intesa che darebbe vita ad un nuovo governo, ci sono ottime possibilità di vedere Opzione Donna strutturale. Se le parole saranno accompagnate dai fatti, non si parlerà più di semplice proroga al 2019, ma di resa strutturale del regime sperimentale, che fino ad oggi ha avuto bisogno di essere prorogato di volta in volta per rappresentare una valida alternativa previdenziale per le lavoratrici italiane.

Opzione Donna oggi

Visto il mancato rinnovo della proroga al 2018, oggi possono richiedere la pensione con Opzione Donna le lavoratrici che hanno compiuto 57 anni e 7 mesi entro il 31 luglio 2016 e maturato 35 anni di contributi entro la data del 31 dicembre 2015. Va ricordato, inoltre, come il regime OD preveda una marcata decurtazione dall'importo dell'ultimo stipendio, in quanto la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo. Non resta che attendere l'esito del secondo giro di consultazioni per conoscere più nel dettaglio eventuali intese politiche tra le due forze rivali.