Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 20 aprile 2018 vedono le casse private raggiungere il traguardo di oltre un milione e mezzo di iscritti. Nel frattempo dalla CGIL si torna a mettere in rilievo le risorse disperse per via dei derivati, stanziamenti che sarebbero potuti servire per welfare e previdenza. Dal gruppo "Lavoro e Pensioni" emergono i dettagli dell'incontro tenutosi ieri tra l'amministratore Mauro D'Achille ed il Prof. Marco Leonardi, mentre Maurizio Gardini di Confcooperative mette in evidenza il rischio povertà al quale vanno incontro le giovani generazioni.

Vediamo insieme tutti i dettagli nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

Adepp: le casse private raggiungono 1,5 milioni di iscritti

Arrivano importanti aggiornamenti dall'Adepp in merito al numero di iscritti alle casse professionali private, che avrebbe raggiunto un milione e mezzo di unità. Per Alberto Oliveti (Presidente dell'Associazione di rappresentanza) si tratta di un traguardo da sottolineare, perché raccoglie "professionisti della conoscenza, che possono essere una direttrice importante per l'economia del Paese".

In merito al proprio ruolo, Oliveti ha anche evidenziato di avere ben presente il compito di "amministrare i soldi dei nostri iscritti, per pagare loro le pensioni". Ma ha ribadito che il circuito delle casse sostiene anche un welfare professionale che ha aiutato gli associati a recuperare "la qualità e la quantità del lavoro".

Camusso (CGIL): i derivati hanno disperso risorse per le pensioni

Susanna Camusso è tornata a puntare il dito contro i contratti derivati che sono stati firmati dal Mef in passato, andando così a comportare un ingente dispendio di risorse.

Si tratta di fondi che al contrario potevano essere impiegati per le politiche di welfare, anche perché sono stati spesi "più dei soldi dell'ultimo intervento del governo in termini di pensioni". La sindacalista ha parlato a margine dell'incontro tenutosi con il gruppo di LeU alla Camera, facendo riferimento all'udienza di ieri della Corte dei Conti. Sulla vicenda la leader della Cgil ha quindi spiegato che "si sono spesi alcuni miliardi per ripagare le banche d'affari che sono più dei soldi dell'ultimo intervento del governo in termini di pensioni e prospettive previdenziali delle persone", quindi c'è stata "una negazione di risorse pubbliche che sarebbero state utili per contrastare le disuguaglianze".

D'Achille (Lavoro e Pensioni): moltissime persone disoccupate a ridosso dei 60 anni

"In un periodo di grave crisi occupazionale moltissime persone si trovano a ridosso dei 60 anni disoccupate e/o in gravi difficoltà per il mantenimento del proprio posto di lavoro; sia per le patologie, sia per la concorrenza di giovani più motivati, con titoli di studio e competenze informatiche ed a minor costo per il datore di lavoro". Inizia così il testo consegnato al Prof. Marco Leonardi da Mauro D'Achille, fondatore del gruppo Facebook "Lavoro e Pensioni: Problemi e soluzioni" durante un incontro tenutosi nella giornata di ieri.

L'amministratore ha sottolineato le istanze avanzate da molte donne in merito al riconoscimento dei lavori di cura e dagli esodati che purtroppo non rientrano nelle precedenti otto salvaguardie. Ma ha anche indicato in 12 punti le altre situazioni di stallo (dovute tra le varie cause anche al repentino incremento dell'aspettativa di vita), come nel caso dei lavoratori precoci e di chi resta escluso dall'APE. "La riunione, durata oltre un'ora, è stata assolutamente cordiale e con la piena volontà di capire il punto di vista esposto e venire incontro alle richieste fattibili" ha concluso D'Achille.

Gardini (Confcooperative): nuova povertà con basse retribuzioni e pensioni ancora più basse

"Il ritardo nell'ingresso nel mondo del lavoro, la discontinuità contributiva, la debole dinamica retributiva che caratterizza molte attività lavorative rappresentano un pericoloso mix di fattori che proietta uno scenario preoccupante sulla tenuta sociale del Paese". Lo afferma Maurizio Gardini in un articolo pubblicato sull'HuffPost. Il Presidente di Confcooperative mette in rilevo soprattutto "le condizioni di nuove povertà", che "saranno determinate da basse retribuzioni e pensioni ancora più basse". Un fenomeno "analizzato nel focus Censis Confcooperative "Millennials, lavoro povero e pensioni: quale futuro?" e che vede come protagonisti proprio i giovani, per i quali "è ancora più marcata la separazione che sta avvenendo fra i destini dei lavoratori e la sostenibilità a lungo termine dei sistemi pensionistici".

Come da nostra prassi, restiamo a disposizione dei lettori qualora desiderino aggiungere un commento nel sito o nella pagina Facebook "Riforma Pensioni e Lavoro" in merito alle ultime novità su lavoro, welfare e previdenza riportate nell'articolo.

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