Mentre si continua a riflettere sulla difficile situazione degli avvocati in Italia, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto del ministero della Giustizia n. 37 dell'8 marzo 2018. Si stima infatti che c'è un avvocato per circa 250 persone. Tale statistica non tiene però conto di decine di migliaia di cancellazioni dagli Albi. Una situazione che sembra ormai irreversibile, che fa di una delle più antiche e prestigiose professioni del mondo un lavoro precario.

Proprio per venire incontro a tale categoria professionale sono entrate in vigore le nuove disposizioni sui compensi degli avvocati e sulle specifiche tabelle per l’attività di negoziazione assistita e mediazione.

Vediamo quindi quali sono le novità sui compensi che d'ora in poi dovranno essere corrisposti a tutti i professionisti legali.

Nuovi compensi legali: addio alla discrezionalità dei giudici in ogni fase e grado

Iniziamo con il dire che per porre un freno alla discrezionalità del giudice si è stabilito che il magistrato che provvede alla liquidazione del compenso dell’avvocato in materia penale non potrà ridurre i compensi in misura superiore al 50%. Non è possibile procedere alla riduzione fino al 70% con riferimento all’attività istruttoria.

Al contrario il compenso può essere aumentato del 30%, rispetto al valore previsto, qualora gli atti vengano redatti ed inviati con tecniche informatiche. Se il legale assiste più persone, il compenso spettante passa al 30% per ognuno di loro. Resta fisso al 10% se il numero degli assistiti è superiore a 10 e non oltrepassa i 30. Se sono proposti motivi aggiunti innanzi al TAR e al Consiglio di Stato il compenso è aumentato addirittura sino al 50 %.

Attività di negoziazione assistita e mediazione: ecco cosa cambia

Per quanto riguarda l’attività di negoziazione e mediazione viene stabilita una nuova tabella che prevede 6 scaglioni di valore della controversia. Nel dettaglio se il valore della controversia è ricompreso tra 200 euro e 26 mila € si compensi sono: 420 € per la fase di attivazione, 840 € per quella di negoziazione e 1260 € per la conciliazione;

Si vuole arginare il fenomeno dell'abbandono della professione anche da parte di anche avvocati con 20 e più anni di esperienza.

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