In preparazione il provvedimento del Governo Conte atto ad introdurre la nuova pensione quota 41. Dovrebbe partire dal 1 gennaio 2019 e forse non sarà una pensione anticipata ma una vera e propria pensione per tutti gli italiani che vorranno uscire prima dal mondo del lavoro, cercando al contempo di superare una legge Fornero sempre più odiata e senza appesantire i conti pubblici.

La nuova riforma Pensioni (introdotta come uno dei pilastri fondanti del contratto di governo) dovrà infatti garantire l'uscita dal mondo del lavoro tramite il sistema contributivo, ma senza un limite di età anagrafica, a tutti coloro che intendono avvalersi di questa opportunità targata Lega e M5S.

Requisiti per la pensione anticipata

L'unico requisito per rendere attuabile la nuova quota 41 e permettere anche un ricambio generazionale, è il raggiungimento di 41 anni di contributi. Ad esempio, un lavoratore di 61 anni che ha totalizzato 41 anni di marchette, potrebbe uscire prima dal mondo del lavoro e godersi la meritata quiescenza [VIDEO].

Vantaggi e svantaggi della quota 41

Il vantaggio di non avere un vincolo legato all'età anagrafica è certamente uno dei principali motivi attrattivi di questa nuova riforma pensionistica. Ma esiste anche uno svantaggio legato agli aumenti di carriera del lavoratore. Chi infatti beneficerà della quota 41 potrebbe andare in pensione prima ma con un assegno inferiore se durante la vita lavorativa ha ricevuto aumenti retributivi, soprattutto negli ultimi anni.

A tal proposito è intervenuto Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali che ha redatto il programma pensionistico della Lega. Brambilla dice che chi ha beneficiato di aumenti salariali potrebbe ritrovarsi una riduzione fino al 10%. Tali riduzioni si riferiscono a versamenti contributivi effettuati dopo il 1996 e fino al 2012.

Ma una ulteriore penalizzazione a cui certamente l'esecutivo sta lavorando, si avrebbe anche per alcune categorie svantaggiate [VIDEO], come donne madri, addetti a mansioni gravose o lavoratori con periodi di cassa integrazione, che attualmente con la legge Fornero godono di alcune agevolazioni. Attualmente la pensione anticipata esiste e si accede tramite Ape volontaria o Rendita integrativa pensionistica.

In generale si spera che il nuovo Governo Conte renda la vita dei cittadini più semplice, lasciando aperture alle nuove riforme, senza criticità e vincoli.