Voci, indiscrezioni, partito dei contrari e dei favorevoli, la riforma previdenziale è l’argomento che desta il maggior interesse da parte dell’opinione pubblica. Superare o cancellare la riforma Fornero, ormai, è un ritornello quotidiano e sia Salvini che Di Maio non perdono occasione per rilasciare dichiarazioni al riguardo. Nel frattempo arrivano proposte, suggerimenti e critiche da altri partiti, dai tecnici del mondo previdenziale e dai sindacati. Ieri però Luigi Di Maio, Vice Premier e nuovo Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico del Governo Conte a Palazzo Madama ha elencato il piano programmatico del Governo in materia previdenziale.

Non sono indiscrezioni, ma dichiarazioni ufficiali rese dal Ministro all’aula del Senato. Di Maio ha spaziato a tutto campo, dalle due quote per le Pensioni anticipate alle pensioni d’oro.

Quota 100 e quota 41: ultime indiscrezioni

Nella lunga trattazione di ieri a Palazzo Madama, Luigi Di Maio ha confermato come l’Esecutivo stia lavorando molto seriamente al superamento della riforma Fornero. Le due misure cardine di questa nuova riforma sono sempre la cosiddetta "quota 41" e la "quota 100". Di Maio ha ribadito che con 41 anni di anzianità di servizio si dovrebbe poter lasciare il lavoro e accedere alla pensione senza limiti anagrafici.

Sulla "quota 100" invece, misura che il Governo avrebbe intenzione di lanciare già per l’inizio del 2019, Di Maio ha mostrato maggiore cautela. In questo caso, non tutte le combinazioni possibili potranno dare diritto alla pensione. Sembra confermato l’indirizzo che prevede l'uscita dal lavoro con la "quota 100" solo a partire dai 64 anni di età. Ci sono comunque da fare le dovute valutazioni finanziarie e solo dopo, secondo Di Maio, si potrà definire esattamente il funzionamento della misura e la platea dei possibili beneficiari.

Pensione di cittadinanza: le possibili coperture

Altro argomento oggetto del dibattito è il nodo pensioni minime, rinominate anche "pensioni di cittadinanza". Secondo i dati dell’Inps sono 4,5 milioni i pensionati italiani che percepiscono una pensione al di sotto dei 780 euro. Come confermato anche in Senato dal Vice Premier, la nuova "pensione di cittadinanza" dovrebbe garantire a tutti i pensionati un reddito minimo di 780 euro.

Per quanti percepiscono redditi sotto questa soglia, la differenza sarebbe integrata attraverso un assegno aggiuntivo mensile.

Oggi 12 luglio è in programma in Parlamento la trattazione dell’ordinanza Fico sui vitalizi e sui tagli ai privilegi degli ex parlamentari. È un primo passo verso l'attuazione di un altro cavallo di battaglia di Di Maio, il taglio alle pensioni d’oro. Secondo Di Maio si dovrebbe valutare il ricalcolo contributivo degli assegni a partire dai 4.000 euro netti al mese. Nella pratica, l'ipotesi allo studio é un taglio gli assegni troppo alti non coincidenti con i contributi versati.

Proprio i risparmi ottenuti attraverso questa misura dovrebbero confluire in un fondo che finanzierebbe la nuova misura delle pensioni di cittadinanza.

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