Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 1 luglio 2018 vedono arrivare nuove dichiarazioni da parte del Ministro del Lavoro Di Maio sulle uscite anticipate tramite la Quota 100. Secondo l'esponente pentastellato, la nuova fase di cambiamento non deve spaventare, visto che favorirà il turn over. Si tratta di una risposta indiretta alle recenti dichiarazioni del Presidente dell'Inps Tito Boeri, che ha espresso la propria perplessità in merito ad una flessibilizzazione delle attuali regole di pensionamento.

Nel frattempo si è riacceso il dibattito politico su previdenza e tenuta dei conti, mentre dall'economista Cottarelli arriva un nuovo monito sulle strategie economiche espansive e la crisi economica. Vediamo insieme tutti i dettagli al riguardo nel nostro nuovo articolo di approfondimento.

Di Maio (M5S): la Quota 100 non deve spaventare

Sulla quota 100 il Ministro del Lavoro puntualizza la necessità di rinnovare le attuali regole pensionistiche, spiegando che "non è un tema che necessariamente ci deve spaventare, perché soprattutto nella Pubblica amministrazione favorire il ricambio generazionale significa portare nuove competenze per le nuove sfide della PA".

Luigi Di Maio risponde così indirettamente anche all'allarme lanciato negli scorsi giorni dal Presidente dell'Inps Tito Boeri, che ha sollevato il problema demografico rispetto alla sostenibilità dei conti previdenziali (e quindi anche di quelli pubblici). Al contrario, secondo l'esponente pentastellato, la quota 100 resta tra i punti chiave del programma di Governo e andrà a favorire anche le nuove generazioni, che al momento restano escluse dal mondo del lavoro per via del blocco al turn over.

Per questo motivo, conclude il Ministro, non si può considerare questo genere di provvedimenti solo dal punto dii vista del bilancio o della finanza pubblica.

La posizione del Presidente Inps Tito Boeri sulla nuova flessibilità come strumento di prepensionamento

Negli scorsi giorni il Presidente dell'Inps Tito Boeri aveva preso posizione in merito alla nuova quota 100 come strumento di flessibilizzazione del sistema previdenziale, esprimendo un'opinione contraria soprattutto in merito ai rischi di tenuta del bilancio.

Anticipando nuove stime e proiezioni dettagliate e di prossima pubblicazione, l'economista ha spiegato durante un proprio intervento presso il Festival del Lavoro di Milano che la conseguenza sarà di aver "un milione in più di pensionati, ma anche meno lavoratori". È chiaro quindi il riferimento al già precario equilibrio tra numero di persone in quiescenza e di contribuenti attivi, che nel sistema a ripartizione si trovano a sostenere il peso degli assegni effettivamente erogati.

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Tanto più che anche il calo dell'immigrazione rischia di incrementare ulteriormente lo squilibrio. Anche per questo Boeri è stato esplicito, spiegando che tutto ciò "aumenta il fardello su chi lavora". Una presa di posizione che però non è piaciuta al Ministro dell'Interno Matteo Salvini, il quale non ha fatto attendere una reazione, ribadendo tramite i social network il proprio "basta" all'intoccabilità della legge Fornero.

Meloni (FdI) replica a Boeri: basta propaganda

Anche il Presidente dei Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha replicato alle recenti posizioni espresse dal Presidente dell'Inps Tito Boeri, soprattutto per quanto concerne la necessità di sostenere l'immigrazione per pagare gli assegni degli italiani. "Ma Boeri lo sa che l'Italia ha un tasso di occupazione del 61% a fronte di una media europea del 72%?" domanda Meloni, evidenziando che "basterebbe avvicinare il tasso di occupazione italiano a quello europeo per non avere problemi a pagare le pensioni di tutti gli italiani, senza bisogno di invocare una immigrazione di massa.

Basta propaganda".

Cottarelli: senza Monti il rapporto debito / Pil sarebbe al 145%

Nel frattempo un altro economista torna ad esprimersi in merito ai provvedimenti presi in passato sul comparto previdenziale, al fine di garantire la tenuta dei conti. All'interno del nuovo rapporto pubblicato dall'Osservatorio dei conti pubblici, il direttore Carlo Cottarelli ha evidenziato che "senza la stretta fiscale del 2012, il rapporto tra debito e Pil sarebbe aumentato più rapidamente e sarebbe attualmente tra il 142 e il 145%”. Per il tecnico, far crescere il debito non rappresenta una soluzione ai problemi del Paese, visto che in passato con questa strategia si sarebbe ulteriormente acuita la crisi, con la conseguenza di portare il sistema economico italiano ad un crollo completo.

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