In vista della nuova Legge di Stabilità che con molta probabilità entrerà in vigore a partire dal primo gennaio 2019, il Governo Conte ha riaperto il cantiere sulla previdenza con lo scopo di giungere a nuove misure per introdurre maggiore flessibilità in uscita eliminando le storture contenute nella precedente Legge Fornero.

Opzione donna e quota 100 tra i provvedimenti del Governo

Tra i tanti provvedimenti sui tavoli di Palazzo Chigi, infatti, ci sarebbe il tanto sbandierato meccanismo di Quota 100 che garantirebbe l'uscita a partire dai 64 anni di età anagrafica accompagnati dal versamento di 36 anni di contributi.

Tra le ipotesi dell'esecutivo, inoltre, ci sarebbero anche il sistema della quota 41 riservato alla categoria dei lavoratori precoci che potranno usufruire del pensionamento anticipato dopo la maturazione di almeno 41 anni di contributi effettivamente versati indipendentemente dall'età anagrafica e la proroga del regime sperimentale donna che servirebbe alle lavoratrici per accedere alla quiescenza dopo il raggiungimento di almeno 57 anni di età anagrafica (58 per le lavoratrici autonome) unitamente ai 35 anni di contribuzione anche se saranno costrette ad accettare il ricalcolo contributivo dell'assegno previdenziale.

Possibile rinvio al 2020 per Quota 41

Come riportato da "Informazione fiscale", però, a partire dal 2019 molti lavoratori dovrnanno fare i conti con l'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita che determinerà un ulteriore aumento di 5 mesi dei requisiti.

Pertanto, per accedere al pensionamento con quota 41 occorreranno almeno 41 anni e 5 mesi di contributi. La misura, tuttavia, potrebbe subire uno slittamento al 2020 visto che, le risorse economiche potrebbero non bastare per finanziare tutte le misure ipotizzate dal Governo giallo-verde.

Possibile rinvio anche per quanto riguarda il super-bonus ipotizzato dall'ex sottosegretario al Lavoro Alberto Brambilla che, per evitare l'esedo dal lavoro garantisce una sorta di bonus da accreditare in busta paga a favore di tutti i lavoratori che decidono di restare a lavoro nonostante abbiano conseguito i 63 anni di età.

Secondo quanto affermato dal Presidente dell' Inps Tito Boeri, inoltre, la cancellazione definitiva della Riforma Fornero potrebbe creare forti squilibri sui conti pubblici oltre ad un probabile rischio per il sistema previdenziale italiano. Dichiarazioni che vengono condivise anche dalla Ragioneria generale dello Stato e dalla Corte dei Conti.