Un articolo della Legge Per Tutti ha riacceso i riflettori su Opzione Donna nella giornata di ieri. Le lavoratrici chiedono da tempo la proroga del regime sperimentale, che permetterebbe loro di andare in pensione con 57 anni di età e 35 di contributi, a fronte di una decurtazione dell'assegno pari al 30 per cento. La penalizzazione sull'importo della pensione è dovuta al ricalcolo mediante il sistema contributivo dell'intera esperienza lavorativa. Il noto portale esperto in diritto ha rilanciato le indiscrezioni sull'ipotesi di un'inedita quota 63 per le lavoratrici di Opzione Donna, che in cambio di un'uscita posticipata riceverebbero una penalizzazione minore sull'assegno previdenziale.

L'ipotesi di pensionamento a 63 anni con Opzione Donna

Da 57 anni (58 per le lavoratrici autonome) a 63 anni, un salto pari a 6 anni, che riporterebbe le donne alla stessa quota dell'Ape sociale, strumento utilizzato dal governo Gentiloni per reintrodurre la flessibilità nel sistema previdenziale. La Legge Per Tutti, nell'articolo pubblicato dalla giornalista Noemi Secci, non ha fatto altro che confermare un'indiscrezione già rilanciata da altre testate giornalistiche in precedenza. All'origine dei rumors sulla nuova quota di Opzione Donna ci sono le dichiarazioni pronunciate da Alberto Brambilla in tempi non sospetti (giugno 2018, intervista alla trasmissione radiofonica Radio Anch'io). Secondo il presidente di Itinerari Previdenziali, considerato da tempo ormai vicino alla Lega Nord in materia economica, Opzione Donna non può essere prorogata alle condizioni di prima.

A seguito del contributo pubblicato sul portale La Legge Per Tutti, torna di nuovo in primo piano il tema relativo alla misura sperimentale, per la quale le donne sono in attesa di una proroga da più di un anno.

La proroga di Opzione Donna oggi

La pensione anticipata per le donne, che prevede l'uscita dal lavoro a 57 anni a fronte di 35 anni di contributi, è nell'agenda del nuovo esecutivo a guida Movimento 5 Stelle e Lega Nord.

Non solo, Opzione Donna figura regolarmente tra i provvedimenti che il governo si è impegnato a promuovere all'interno del contratto firmato da Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Le prossime settimane saranno decisive, in considerazione del fatto che la discussione sulla legge di Bilancio per il prossimo anno è attesa a partire dal mese di ottobre. La legge di Stabilità per il 2019 dovrebbe includere i provvedimenti iniziali per il superamento della riforma Fornero, come più volte annunciato dai due vicepremier.