Andrea Bellelli, classe 1958, è professore di Medicina e Chirurgia presso l'Università di Roma "La Sapienza", ma è anche autore di un fortunato blog de "Il Fatto Quotidiano", giornale da sempre molto vicino all'attuale maggioranza di Governo M5S - Lega. Il professor Bellelli ha anche la caratteristica di esprimere chiaramente e con profonda lucidità il suo pensiero sull'attuale Governo. Recentemente, sul suo blog ha esposto la tesi secondo la quale l'introduzione nel nostro sistema giuridico del Reddito di Cittadinanza, la misura cardine della politica del M5S, potrebbe non essere la soluzione ottimale per sconfiggere definitivamente la disoccupazione nel nostro Paese.

La realtà del Paese e un'ipotesi di soluzione alternativa

Bellelli non intende disconoscere la realtà occupazionale del nostro Paese, letteralmente spaccato in due. Da una parte il Nord che, pur risentendo gli effetti della crisi economica ormai decennale, continua a rappresentare la parte più dinamica dell'Italia. Dall'altra un Sud dove molte aree presentano un tasso di disoccupazione a due cifre e un numero elevato di giovani senza un lavoro o altro tipo di prospettiva. Bellelli riconosce che la politica deve dare delle risposte a queste persone. Ma afferma che, tra tutte le soluzioni possibili, quella del Reddito di Cittadinanza sarebbe la peggiore. Per questo Andrea Bellelli prova ad immaginare una soluzione alternativa.

Partendo dall'assunto che occorre fornire ai giovani e ai disoccupati gli strumenti per diventare parte attiva del tessuto sociale, Bellellli nel suo blog propone di trasformare il Reddito di Cittadinanza in una specie di borsa di studio con la quale i beneficiari potrebbero pagarsi dei corsi di formazione professionale precedentemente selezionati dal Governo in base a quelle che quest'ultimo sa essere le "skills" necessarie al nostro Paese. L'erogazione di questa borsa di studio, continua Bellelli, potrebbe essere collegata ad una qualche forma di apprendistato soprattutto per quel tipo di mestieri che necessitano della presenza costante e regolare dell'artigiano per essere imparati. Il risultato più importante è che attraverso uno schema del genere, secondo Bellelli, si creerebbero dei lavoratori piuttosto che degli assistiti.

I dubbi di Bellelli sul Reddito di Cittadinanza

Venendo alle debolezze del reddito di Cittadinanza Bellelli, da professore universitario, evidenzia che, cosi com'è, la misura cara al M5S non aumenta la formazione e la specializzazione dei lavoratori. Quindi non favorirebbe la loro riconversione e il loro re-inserimento nel mondo del lavoro. Il ragionamento di Bellelli è semplice: se uno non ha trovato lavoro prima non c'è garanzia che con l'introduzione del Reddito di Cittadinanza il risultato sarà diverso. Anche il fatto che venga data al lavoratore la possibilità di accettare tre offerte di lavoro sarebbe, per Bellelli, un concetto generico e riduttivo. In primo luogo, perché l'inserimento nel mondo del lavoro di personale non formato è estremamente difficile.

E, in secondo luogo, perché il concetto di offerta di lavoro presuppone esclusivamente un lavoro di tipo dipendente. Senza considerare o valorizzare la possibilità di intraprendere un'attività lavorativa autonoma.

Venendo a temi più attuali Bellelli giudicherebbe il reddito di Cittadinanza una forma puramente assistenziale finanziata con la creazione di ulteriore debito pubblico. E questo aumenterebbe la spesa per interessi sul debito che l'Italia dovrebbe ripagare. Di conseguenza sarebbe necessario, per il Professore della Sapienza, innalzare ulteriormente il livello di tassazione sulla popolazione per trovare le necessarie coperture. Generando un ulteriore aumento dell'evasione fiscale. Per non parlare dei potenziali contrasti sociali che il Reddito di Cittadinanza genererebbe una volta entrato in vigore.

Bellelli fa l'esempio dei pensionati baby. Questi ricevono un reddito dalla Stato che in molti casi è superiore ai contributi previdenziali da loro versati. E, già oggi, sarebbero indicati come esempio negativo dagli stessi politici che propongono l'introduzione del Reddito di Cittadinanza. Il percettore del reddito di Cittadinanza, però, sarebbe un soggetto che riceve una provvidenza dello Stato senza mai aver versato alcunché. Oltretutto, per la geografia sociale del nostro Paese, ci si ritroverebbe ad avere un flusso di denaro che dal Nord si dirige verso il Sud Italia aumentando ulteriormente le divisioni e le incomprensioni sociali.