Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 31 ottobre 2018 vedono l'UE tornare in pressing sulla Manovra e sui costi dei provvedimenti di riforma decisi dall'esecutivo. A tal proposito, si registra una nuova lettera della Commissione europea, alla quale è necessario rispondere entro il prossimo 13 novembre. Nel frattempo arrivano nuovi chiarimenti in merito all'esclusione della quota 100 e del reddito di cittadinanza dalla Manovra, mentre dallo stesso esecutivo si replica alle dichiarazioni giunte negli scorsi giorni dall'ex Ministro Elsa Fornero.

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Dall'opposizione si esprimono nuovi dubbi riguardanti la scelta di avviare la flessibilità previdenziale tramite provvedimenti ad hoc, una posizione condivisa anche dai Comitati dei lavoratori. Infine, si registra una nuova protesta della Cida in merito alle modalità con cui saranno attuati i tagli alle pensioni d'oro.

L'UE torna in pressing sulla Manovra 2019 e sulla flessibilità previdenziale

Dopo un periodo di relativa calma l'Unione Europea è tornata in pressing sul Governo con una nuova lettera riguardante la Manovra.

Per i tecnici internazionali, i provvedimenti citati all'interno della legge di bilancio 2019 (tra cui ricordiamo la flessibilità previdenziale ed il reddito di cittadinanza, oltre alla flat tax e alla sterilizzazione dell'IVA) non sarebbero infatti compatibili con il calo del debito. Una situazione sulla quale si chiede all'esecutivo giallo-verde di fornire una spiegazione approfondita, attraverso una relazione che possa definire come avverrà effettivamente la riduzione del rapporto tra debito e Pil.

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La risposta dovrà essere fornita entro il prossimo 13 novembre 2018 e sarà fondamentale per convincere la Commissione europea della bontà della LdB 2019 rispetto alla situazione di stallo che si presenta attualmente. Dall'UE si ricorda infatti che la "traiettoria di bilancio, unita ai rischi al ribasso per la crescita del Pil nominale, sarà incompatibile con la necessità di ridurre in maniera risoluta il rapporto debito/PIL dell'Italia". Nelle scorse settimane gli stessi tecnici internazionali avevano già chiesto all'Italia di presentare un progetto riveduto del Dpb nel più breve tempo possibile.

Di Maio su emendamento per Quota 100 e Reddito di cittadinanza

"Quota 100 e reddito di cittadinanza sono uniti: saranno in un provvedimento che faremo il giorno dopo l'approvazione della legge di bilancio": lo ha dichiarato nella giornata di ieri il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, ricordando la disponibilità dei fondi per le misure. Dopo che i dettagli tecnici dei criteri sui due provvedimenti erano stati spostati al di fuori del perimetro della Manovra, l'esponente dell'esecutivo ha comunque voluto precisare che "le norme che dispongono come accedere a quota 100 e al reddito di cittadinanza credo saranno oggetto di un decreto subito dopo la Legge di Bilancio o prima della fine dell’anno".

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La partenza effettiva dei provvedimenti è stimata invece per il primo trimestre del 2019, stante che i fondi a disposizione per le diverse misure potranno compensarsi a vicenda e nel caso di eccedenze anche essere dirottati ad altre destinazioni. Una clausola che sarebbe prevista al fine di contenere il deficit.

Castelli: la Manovra Fornero ha fatto ammalare gli italiani

Dal Sottosegretario all'Economia Laura Castelli arriva una forte critica all'ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero, dopo le recenti dichiarazioni rilasciate da quest'ultima durante la trasmissione televisiva "diMartedì" del canale televisivo La7. "Se lei e il suo Governo non aveste scritto quella norma scellerata non saremmo qui a parlare di questo problema" ha spiegato l'esponente del Governo ricordando che "stiamo parlando di una norma che ha fatto ammalare gli italiani" e ribadendo che "l'Italia si è ammalata con le cure del suo Governo".

Rizzetto (FdI): un rischio che Quota 100 e opzione donna non siano in Legge di bilancio

"Purtroppo in legge di bilancio non ci saranno quota 100 né opzione donna, ma queste misure andranno ad essere formalizzate in altri disegni di legge". Lo afferma l'On. Walter Rizzetto (Fratelli d'Italia), spiegando che questo rappresenta "un rischio, perché rispetto al tema pensionistico una volta che queste misure fossero passate in legge di bilancio avremmo potuto essere sicuri della loro fattibilità già dai primi giorni del prossimo anno... mentre andando a normare questo tipo di iniziative, non si sa quando, come e se il Parlamento andrà a confermare queste misure". Secondo l'esponente della Commissione lavoro alla Camera, "facendo la peggiore delle ipotesi, qualora si incardinasse un disegno di legge su opzione donna o quota 100 a gennaio e lo si portasse avanti un mese e mezzo in aula e nel mezzo cadesse l'esecutivo per qualsiasi motivo, ecco che queste misure andrebbero a decadere assieme all'esecutivo stesso".

Armiliato (CODS): con l'ultima bozza della LdB le donne sono state catapultate in purgatorio

La fondatrice del Comitato Opzione Donna Social ha commentato con un lungo post l'ultima bozza della legge di bilancio, spiegando che le donne "sono state brutalmente catapultate in purgatorio, tutte quante, un limbo dal quale usciranno...forse... ma non prima della prossima primavera inoltrata". Infatti, se la priorità delle prossime discussioni parlamentari va giustamente alla LdB, per capire in che modo evolverà effettivamente la situazione bisognerà attendere diversi mesi. Un riscontro potrebbe arrivare "forse... ma non prima della prossima primavera inoltrata. Si dovrà poi attendere" prosegue Orietta Armiliato, "la stesura e la pubblicazione dei diversi decreti attuativi funzionali a rendere fruibili le nuove leggi promulgate. Dopodiché, nel mese di Gennaio, come già annunciato, si incomincerà a lavorare sul decreto legge che tratterà i temi pensionistici", ha concluso l'amministratrice del CODS.

La Cida sulle pensioni d'oro: scippo dal Governo

"Quello che trapela in merito alla nuova versione del contributo di solidarietà, con la possibilità che possa essere addirittura applicato all’intero ammontare del reddito da pensione anziché sulla quota eccedente i 90mila euro lordi annui, già di per sé grave, fa rabbrividire". Lo afferma Giorgio Ambrogioni, Presidente della Cida, spiegando che in tal caso "saremmo di fronte a un vero e proprio esproprio o meglio ancora a uno scippo". Anche perché il contributo rischierebbe di restare in vigore per cinque anni, prosegue il rappresentante dei lavoratori.