Con l'arrivo del prossimo anno le regole di uscita dal lavoro sono destinate a cambiare in modo importante, sia per gli scatti automatici all'aspettativa di vita che per i nuovi strumenti che il Governo sta pensando di avviare tramite la legge di bilancio 2019. In questo senso, bisogna tenere presente che i requisiti ordinari di quiescenza sono purtroppo destinati ad aumentare, mentre le nuove opzioni volontarie dovrebbero offrire a chi lo vorrà degli strumenti di flessibilità per anticipare l'uscita dal lavoro rispetto alla scadenza ordinaria.

Le regole di pensionamento secondo i criteri ordinari

Partiamo dai requisiti di quiescenza secondo la pensione di vecchiaia. Dal prossimo anno sarà necessario maturare almeno 67 anni di età, con un minimo di 20 anni di contribuzione. In alternativa si potrà accedere alla pensione anticipata sulla base della sola anzianità contributiva, ma solo a patto di aver accumulato almeno 43 anni e 3 mesi di versamenti (per le donne vi è lo sconto di un anno), indipendentemente dall'età effettivamente maturata.

Questi criteri sono definibili come ordinari e non verranno modificati in alcun modo dalla prossima riforma di settore.

Pensioni anticipate, al via la nuova quota 100 dai 62 anni di età

Per quanto concerne invece i nuovi strumenti di flessibilità allo studio dell'esecutivo, troviamo innanzitutto la pensione anticipata tramite la quota 100. Quest'ultima presenterà però sia dei vincoli anagrafici che contributivi.

Nel primo caso sarà infatti necessario aver raggiunto almeno 62 anni di età, mentre nel secondo bisognerà aver contribuito per almeno 38 anni. In alternativa si parla della possibile proroga di opzione donna, che dovrebbe consentire al pubblico femminile il ritiro anche prima dei 60 anni di età (ma accettando il ricalcolo interamente contributivo del proprio assegno).

Pensioni italiane a rischio sostenibilità

Nel frattempo dall'estero continuano ad arrivare notizie in merito alla sostenibilità del nostro sistema previdenziale ed in particolare del debito legato al pagamento delle Pensioni. Secondo il 10mo rapporto prodotto dal Melbourne Mercer Global Pension Index l'Italia si posiziona solo al 27mo posto rispetto alle altre nazioni per adeguatezza e integrità delle pensioni. Al primo posto troviamo i Paesi Bassi, mentre all'ultimo si rileva l'Argentina. Per il nostro Paese i punti di maggior debolezza variano dalla ridotta diffusione della previdenza integrativa agli elevati tassi di invecchiamento della popolazione.

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