Il varo della nota di aggiornamento del Def ha aperto la strada alla riforma Pensioni introducendo quota 100, lo strumento mediante il quale il governo intende incentivare l'uscita anticipata dal Lavoro per favorire l'assunzione dei giovani. A distanza di qualche giorno, iniziano a trapelare le prime conferme su come verrà declinata la nuova pensione anticipata. Una delle principali novità riguarda l'assenza di penalizzazioni sull'importo della pensione per chi deciderà di uscire anticipatamente senza maturare i requisiti per la pensione di vecchiaia. Inoltre, viene confermata la formula dei 62 anni e 38 di contributi.

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Quota 100 senza penalità

Nei giorni antecedenti all'aggiornamento del Documento di economia e finanza si era parlato a più riprese della penalizzazione all'assegno pensionistico per chi avrebbe scelto di optare per la pensione anticipata con quota 100. Riguardo a ciò, erano circolate anche le prime cifre: taglio dell'1,5 per cento della pensione per ogni anno di anticipo. Al contrario dei rumors circolati in precedenza, le ultime dichiarazioni del leghista Claudio Durigon (sottosegretario al Lavoro) cancellano di fatto il tema penalizzazioni per quota 100.

Secondo quanto riferito dall'onorevole della Lega, il lavoratore che andrà in pensione con quota 100 - indipendentemente dall'età scelta - lo potrà fare senza preoccuparsi di vedere intaccato l'importo del proprio assegno previdenziale. Si tratta di una notizia importante per migliaia di lavoratori, i quali stavano già facendo i calcoli di quanto avrebbero dovuto rinunciare della loro pensione scegliendo di ritirarsi prima dal lavoro grazie al nuovo strumento previdenziale previsto dal governo guidato da Movimento 5 Stelle e Lega Nord.

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Pensione anticipata a 62 anni e le altre combinazioni

In aggiunta alla quota 100 senza penalizzazioni, arriva anche la conferma della pensione anticipata a 62 anni con 38 di contributi. Di fatto, l'esecutivo rinuncia all'esclusività della formula meno conveniente (dal punto di vista dei lavoratori) che prevedeva l'uscita a 64 anni, opzione che non aveva entusiasmato fin dall'inizio. Tracciata dunque la strada del prepensionamento per l'inizio del prossimo anno, anche se occorre sottolineare come quota 100 a 62 anni non sia l'unica scelta per i lavoratori.

Le altre combinazioni sono: 63 anni e 37 di contributi, 64 anni e 36 di contributi (in origine il limite anagrafico previsto per quota 100), 65 anni e 35 di contributi. Dunque, gli italiani potranno andare in pensione prima scegliendo tra quattro diverse opzioni. Viene infine confermata la spesa tra gli 8 e 8,5 miliardi che lo Stato dovrà sostenere durante il primo anno di entrata in vigore delle nuove regole per l'accesso alla pensione, come riporta l'ultimo approfondimento del Corriere della Sera a cura del giornalista Enrico Marro, le stesse cifre che circolavano già alla vigilia della nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza.

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