Come era stato più volte assicurato sia da Luigi di Maio che da Matteo Salvini la manovra economica approvata del Governo M5S - Lega contiene tutte le riforme principali care ai due partiti. Quindi, Reddito di Cittadinanza, flat tax e riforma previdenziale come l'avvio, probabilmente da febbraio - marzo 2019, della famosa Quota 100.

In cosa consiste Quota 100

Per i pochi che ancora non lo sapessero con "Quota 100" si intende la sommatoria di età anagrafica e anni di contributi previdenziali versati utile a raggiungere il traguardo della pensione.

In pratica, dal prossimo anno chi avrà almeno 62 anni d'età e 38 anni di contributi versati potrà andare in pensione anticipatamente rispetto all'età fissata per la pensione di vecchiaia che, per il 2019, è fissata a 67 anni d'età. Quindi con 5 anni di anticipo in buona sostanza. D'altra parte, il Governo ha inserito nella manovra anche quattro finestre di uscite differenti.

Le prossime tappe della riforma previdenziale

Per amore dell'argomento chiariamo che con "finestre di Uscita" si intende il periodo che intercorre tra l'effettiva maturazione del diritto alla pensione e quando, invece, si esce materialmente dall'azienda e dal mondo del lavoro. Il Vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, durante un'intervista a "Radio Radicale" ha evidenziato come, per la prima volta nel nostro Paese, si utilizzano i privilegi di pochi per tutelare e garantire i diritti dei molti.

In questo caso gli italiani. Il Governo, comunque, è intenzionato ad andare avanti nel processo di riforma previdenziale. Infatti, successivamente si intende garantire l'uscita dal lavoro con Quota 41. In pratica una volta entrata a regime Quota 100 il Governo intende fare in modo che si possa andare in pensione a qualunque età con 41 anni di contributi versati. Questo significa abbassare ulteriormente l'attuale limite in vigore che è di 43 anni anche per i lavoratori precoci. Viene poi prorogata la cosiddetta Opzione Donna che consente alle lavoratrici con 58 anni d'età se dipendenti e 59 anni se autonome di andare in pensione anticipatamente con soli 35 anni di contributi versati. Questo è quanto scritto nel comunicato stampa emesso da Palazzo Chigi dopo l'approvazione del testo della manovra economica.

In questo modo si favorisce, continua ancora il comunicato, il necessario ricambio generazionale all'interno della Pubblica Amministrazione oltre che nel settore privato. Confermato anche il taglio alle pensioni d'oro sopra i 4500 euro netti al mese. Queste verranno riparametrate in base agli effettivi contributi versati.