Il Governo Conte va avanti sulla riforma delle Pensioni, ma a rilento. Non partirà da subito, ma almeno da aprile 2019, la cosiddetta Quota 100. La misura, inserita tra l’altro nel contratto di governo stipulato tra la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio, viene confermata e troverà spazio nella legge di Bilancio 2019 che dovrà essere varata dal Senato della Repubblica dopo l’ok della Camera dei Deputati, ma non partirà più a febbraio come inizialmente promesso dall’esecutivo.

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E, com’è noto, non sarà una Quota 100 libera ma con vincoli, finestre e paletti che ridurranno certamente l’impatto delle pensioni anticipate per le finanze pubbliche. Almeno così sarà formulata per il 2019, è uno dei punti dell’intesa per la riduzione del deficit tra il governo italiano e la Commissione europea.

Pensioni anticipate con Quota 100 al via dal mese di aprile del 2019

I lavoratori dipendenti del settore privato che raggiungono i 62 anni di età e i 38 anni di contributi potranno accedere al pensionamento anticipato già da aprile 2019, i dipendenti della Pubblica amministrazione, invece, potranno lasciare il lavoro solo a partire dal prossimo mese di ottobre.

Pensioni, la riforma Salvini – Di Maio: Quota 100 partirà ad aprile 2019
Pensioni, la riforma Salvini – Di Maio: Quota 100 partirà ad aprile 2019

In ogni caso, sia per i dipendenti pubblici che per quelli privati ci sarà il divieto di cumulo tra assegni previdenziali e redditi superiori a 5mila euro all’anno. Non si tratta comunque di un provvedimento strutturale, ma anche questa misura – come l’opzione donna prima o l’Ape sociale e volontario poi – viene introdotta in via sperimentale. La sperimentazione, in particolare, va dal prossimo anno fino al 2021, poi dovrà eventualmente essere valutata una proroga.

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Sarà introdotta in via sperimentale come l’Opzione donna e l’Ape social

Inoltre vengono aggiunte delle clausole di salvaguardia, che tradotte in termini pratici potranno significare un ulteriore allungamento delle pensioni anticipate se le istanze di pensionamento dovessero far lievitare di molto la spesa per le casse dello Stato sorvegliate a vista da Bruxelles. Secondo le previsioni dei tecnici della Ragioneria dello Stato i lavoratori che andranno in pensione anticipata con la Quota 100 saranno l’85% dei lavoratori che ne hanno diritto.

Mentre secondo tecnici del governo che si stanno occupando della riforma delle pensioni la portata delle richieste di pensionamento sarà significativamente più bassa, in quanto una parte importante della platea dei possibili beneficiari è costituita da lavoratori del settore pubblico (quasi 170mila) che presumibilmente avranno minore interesse rispetto ai lavoratori del settore privato ad anticipare l’uscita dal lavoro. Nel pacchetto previdenziale in legge di Bilancio 2019 ci saranno anche la pace contributiva, la proroga di Opzione donna e la proroga dell’Anticipo pensionistico sociale introdotto dal Governo Gentiloni e attivato dal Governo Renzi.

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