Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 28 dicembre 2018 continuano a registrare un dibattito politico molto acceso, con un forte antagonismo tra le dichiarazioni della maggioranza e dell'opposizione. Se dal Governo si conferma la bontà della Manovra ed in particolare degli interventi di riforma della previdenza (con l'avvio della quota 100 e l'aumento delle minime), dalla minoranza si parla di promesse tradite e si evidenzia la necessità di ripensare la legge di bilancio. Nel frattempo, i sindacati si mobilitano contro i tagli alle rivalutazioni degli assegni pensionistici superiori a tre volte la minima Inps.

Pubblicità

La conferma del Ministro Tria: la quota 100 in decreto ad inizio 2019

Dopo gli interventi registrati nella giornata di ieri da parte del Ministro dell'Interno e del Lavoro, anche dal Mef arriva una nuova conferma in merito all'avvio della flessibilità previdenziale. In particolare, è stato il titolare del dicastero Giovanni Tria a spiegare che la nuova opzione di quiescenza sarà oggetto di un apposito decreto all'inizio del nuovo anno. "Per quota 100 si confermano l'impianto e l'impatto della riforma.

Si potrà andare in pensione con 62 anni e 38 di contributi senza alcuna riduzione dell'assegno pensionistico" evidenzia l'esponente del Governo, ribadendo che "i dettagli saranno stabiliti con un apposito collegato alla manovra, anche in questo caso a inizio del prossimo anno". Il Ministro conferma che l'importo dell'assegno risulterà più basso rispetto all'uscita di vecchiaia, ma solo per i minori versamenti. Mentre a controbilanciare la riduzione vi sarà la percezione della pensione per un periodo più lungo.

Pubblicità

Di Maio (M5S) rivendica i provvedimenti inseriti in LdB2019

Il leader del Movimento 5 Stelle è tornato a ribadire l'importanza delle novità in arrivo con la legge di bilancio, citando in particolare i provvedimenti di riforma del sistema pensionistico e del welfare. A partire dall'incremento sulle "pensioni minime e quelle d'invalidità" spiega Di Maio, per proseguire con "l'eliminazione della legge Fornero e l'abbassamento del costo del lavoro tagliando le tariffe Inail". Una serie di azioni che mirano a far ripartire il Paese tutelando i più deboli, visto che "la nostra Manovra ridà dignità al popolo".

Zingaretti (PD): il Governo se la prende con pensionati e persone perbene

Dall'opposizione prosegue il pressing sull'esecutivo, con un giudizio fortemente negativo sui provvedimenti inseriti all'interno della legge di bilancio. Secondo il Presidente del Lazio Nicola Zingaretti (PD), la situazione è grave perché si stanno tradendo le promesse fatte agli italiani. "Sta succedendo qualcosa di incredibile, questo è un Governo che se la prende con le persone perbene" ha dichiarato l'esponente Dem. "Quelle che fanno volontariato che vengono tassate, quelli che vincono i concorsi e non vengono assunti, quelli che vogliono fare impresa e vengono discriminati, chi vorrebbe crescere e non trova più le risorse degli investimenti, i pensionati che si vedono ritoccate le pensioni" ha quindi evidenziato il candidato alla segreteria del Partito Democratico.

Pubblicità

Gasparri (FI): la manovra sarà un massacro per i pensionati

Anche da Forza Italia si insiste sulla necessità di ripensare la manovra. "Stanno mentendo agli italiani in modo clamoroso", ha evidenziato il Senatore Maurizio Gasparri, appellandosi al Presidente della Repubblica affinché non ponga la propria firma sulla legge a causa di quelle che definisce come evidenti problematiche di natura costituzionale. "Per i pensionati la manovra economica comporta un massacro generalizzato. Saranno colpiti ben 22 milioni di persone con una rapina di 17 miliardi di euro. Altro che misure sulle pensioni d'oro: il danno si estende anche a pensioni medio / basse è trasferirà risorse ingenti sullo spreco assistenzialista per il mini reddito di cittadinanza. Una misura che riguarderà, al massimo, 400-500mila persone, al posto dei 5 milioni di italiani di cui parla Di Maio". Per questo motivo, secondo il Parlamentare di FI il Governo non può dire che i pensionati non verranno toccati.

I sindacati scendono in piazza: 'pensionati usati come bancomat'

Nel frattempo proseguono le proteste delle principali sigle sindacali in merito ai provvedimenti inseriti in Manovra ed in particolare contro la decisione del Governo di intervenire sulle rivalutazioni per gli assegni superiori a tre volte la minima. A tal riguardo, Spi - Cgil, Fnp - Cisl e Uilp - Uil hanno proclamato la mobilitazione per il prossimo 28 dicembre 2018, con una manifestazione di protesta che si terrà in tutta la penisola. L'accusa delle parti sociali è di ricorrere agli assegni dei pensionati come ad un bancomat, una decisione definita "scellerata e insopportabile".