Ultime notizie sulla riforma Pensioni, ad oggi lunedì 17 dicembre, che riguardano il rush finale del braccio di ferro tra governo Conte e Commissione europea per l'approvazione della manovra finanziaria. Una resa dei conti dettata dalla consapevolezza che, alla fine, l'Italia dovrà piegarsi, gioco forza, alle richieste pressanti dell'Europa, quelle dei 'poteri forti' citate dai vicepremier Salvini e Di Maio. Le conseguenze? Una Quota 100 che finirà per afflosciarsi ancora di più visto che il Fondo per la riforma pensioni scende dai 6,7 miliardi previsti inizialmente a 4 miliardi di euro.

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Di Maio, comunque, ha parlato di 'svolta per attuare il cambiamento' e delle ore più importanti che stiamo vivendo dal 4 marzo. 'I vecchi potenti ci vorrebbero mandare a casa ma resteranno delusi', queste, invece, le parole di Matteo Salvini che parla di 'cartina al tornasole dall'Europa'.

Riforma pensioni e manovra finanziaria: 'siamo soli contro tutta Europa'

Bisogna restare uniti perché 'siamo soli contro tutta Europa'. Una scelta obbligata quella del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte e dei due vicepremier Salvini e Di Maio.

Occorre piegarsi alla Commissione per non essere spazzati via, per non cedere ai 'poteri forti' che li vogliono fare fuori. Questo, in sintesi, il verdetto al termine del vertice di ieri sera.

Tuttavia, il rapporto deficit/Pil resterà invariato al 2,04: Salvini e Di Maio lo ribadiscono, senza toccare il reddito di cittadinanza e, ovviamente, nemmeno la platea dei beneficiari e i tempi di attuazione dell'uscita pensionistica anticipata a quota 100.

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Pensioni, governo spera nell'effetto-rinuncia e nella partenza ritardata

Le misure chiave della manovra finanziaria saranno, però, ridimensionate: il fondo dedicato a finanziare le due colonne portanti della legge di bilancio diminuirà di quasi 5 miliardi, grazie al rinvio dell’attivazione delle due misure oltre al cosiddetto 'effetto-rinuncia'. Quota 100, sponsorizzata caldamente dalla Lega, perderà 2,7 miliardi: se inizialmente erano stati previsti 6,7 miliardi, ora si è scesi a 4 miliardi con l'introduzione dei vari paletti che dovrebbero produrre un effetto-rinuncia del quindici per cento circa dei lavoratori.

I paletti sono rappresentati, come ampiamente riportato nei giorni scorsi, dalle finestre di uscita dilazionate con partenza ad aprile e dal divieto di cumulo con reddito da lavoro.

Manovra finanziaria, corsa contro il tempo per evitare la procedura d'infrazione

Naturalmente, nella manovra finanziaria, anche i tagli alle pensioni d’oro e il blocco dell’indicizzazione piena delle pensioni sopra i 1.500 euro netti (1 miliardo di euro da entrambe le misure).

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Sarà, comunque, una corsa contro il tempo per presentare il maximendamento tra oggi e domani e, nel migliore dei casi, ottenere il voto di fiducia al Senato prima della riunione della Commissione, fissata per mercoledì 19. Tutto, quindi, dovrebbe procedere verso la rinuncia della Commissione europea ad aprire la procedura d’infrazione contro l'Italia per deficit eccessivo. A meno di clamorose sorprese o incidenti dell'ultima ora.

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