Le ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi venerdì 25 gennaio 2019, riguardano interessanti novità sul fronte Quota 100, novità che emergono dal decretone pensioni-reddito di cittadinanza varato una settimana fa dal Consiglio dei Ministri. Come riporta il quotidiano economico 'Il Sole 24 ore' di oggi, chi maturerà i requisiti di Quota 100 nell'arco del prossimo triennio, avrà la possibilità di accedere alla pensione anche dopo la fine della fase sperimentale della nuova misura.

Inoltre, per raggiungere i 38 anni di contributi minimi non sarà possibile cumulare versamenti effettuati fuori dalle gestioni Inps. Il pacchetto previdenziale costerà 48,2 miliardi di euro nell'arco del prossimo decennio, al netto delle pensioni di cittadinanza. Il testo, come sottolinea 'Il Sole 24 Ore', è stato finalmente chiuso e, nella giornata di oggi, dovrebbe essere firmato dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, per poi essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Quota 100, si potrà fare domanda anche dopo il 2021 a condizione di maturare i requisiti nei prossimi 3 anni

Dunque, chi avrà maturato i requisiti di Quota 100 nell'arco dei prossimi tre anni potrà scegliere se andare in pensione oppure no anche dopo la fine della fase sperimentale, mentre per raggiungere i 38 anni di contributi minimi non sarà possibile cumulare versamenti effettuati fuori dalle gestioni Inps, (esempio, in una una cassa privatizzata).

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Pensioni M5S

Per quanto riguarda la platea dei beneficiari, questa sale a 330mila, in quanto, oltre ai possibili 'quotisti', occorre tenere in considerazione le lavoratrici che potranno fare richiesta di Opzione Donna (sono circa 24.500) e coloro che faranno domanda nel 2019 per l'Ape Sociale (dovrebbero essere poco meno di 14.000). Inoltre, occorre aggiungere anche i 2-3mila lavoratori precoci che usciranno dal Lavoro con 41 anni di contributi minimi.

Pensioni Quota 100, Tfs statali, pace contributiva e riscatto di laurea

Per quanto concerne il nodo relativo al trattamento di fine servizio per i dipendenti statali, l'anticipo bancario coprirà fino ad un massimo di 30mila euro: tale cifra dovrà poi essere rimborsata dal lavoratore quando avverrà l'incasso della parte residua, tenendo conto anche degli interessi applicati (intorno al 2,5%). È prevista una detassazione (a partire dall’1,5%) il primo anno sull'imposta Irpef da pagare per la liquidazione, detassazione che dovrebbe, pertanto, compensare la quota interessi da corrispondere in relazione all'anticipo bancario.

Tale meccanismo sarà regolamentato attraverso un decreto del presidente del Consiglio e da una convenzione con Abi.

Per quanto riguarda, invece, la cosiddetta 'pace contributiva', questa dovrebbe generare, tra il 2019 e il 2021, versamenti volontari pari a 90 milioni e mezzo di euro circa. Nessuna novità, invece, sul fronte del riscatto di laurea: l'agevolazione riguarderà gli Under 45 e consentirebbe di poter risparmiare una cifra intorno al 20-25 per cento rispetto al riscatto ordinario previsto per tutti.

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