Il nuovo decreto legge contenente il pacchetto Pensioni avvia il superamento della legge Fornero, ma non arriva a scalfire l'adeguamento all'aspettativa di vita per la pensione di vecchiaia. L'uscita dal lavoro secondo i criteri formali di pensionamento continua infatti a restare legata all'ormai noto decreto Salva Italia, risalente al 2011. Per questo motivo, chi desidera accedere all'Inps con la quiescenza ordinaria dovrà maturare a partire dal 2019 almeno 67 anni di età, unitamente a 20 anni di contribuzione. Parametri che resteranno in vigore almeno fino al 2020, visto che successivamente potrebbe scattare un nuovo adeguamento al rialzo.

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Come funziona il pensionamento di vecchiaia dal 2019

Sulla base di quanto appena indicato, bisogna considera che i 20 anni di anzianità contributiva potranno essere ottenuti non solo tramite i normali versamenti legati al lavoro, ma anche attraverso il riscatto del periodo degli studi universitari, oltre che il riconoscimento della contribuzione figurativa per il servizio militare oppure per eventuali periodi di disoccupazione. A partire dalla scorsa legislatura esiste poi la possibilità del cumulo gratuito per chi ha avuto una carriera discontinua ed effettuato versamenti in diverse gestioni o casse (anche professionali).

Mentre un'ulteriore possibilità può essere quella della ricongiunzione internazionale, facendo rientrare così nel calcolo dell'anzianità contributiva eventuali periodi di lavoro all'estero in Paesi convenzionati (ovviamente in questo caso i versamenti non devono risultare coincidenti con altra contribuzione presso l'Inps). L'unica eccezione è per chi svolge le attività gravose riconosciute dal legislatore, visto che in questo caso la pensione di vecchiaia resta ferma a 66 anni e 7 mesi, seppure con un'anzianità di contribuzione che cresce a 30 anni.

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Le regole di uscita per chi risulta inserito nel contributivo puro

Le norme prevedono criteri ancora differenti per le pensioni di vecchiaia di coloro che risultano iscritti nel sistema contributivo puro. In questo caso è possibile ottenere l'assegno a 67 anni di età e con 20 anni di contribuzione purché si raggiunga un valore lordo del futuro assegno di almeno una volta e mezzo la pensione sociale (quindi nel 2019 l'assegno non deve risultare al di sotto di circa 690 euro). In caso contrario, è possibile maturare l'assegno indipendentemente dall'importo e con appena 5 anni di versamenti effettivi (escludendo quindi i versamenti figurativi), aspettando però i 71 anni a partire dal 2019.