Tra le misure più attese dalle lavoratrici in merito alla riforma del comparto previdenziale assume particolare rilevanza la proroga dell'opzione donna, una sperimentazione che l'esecutivo giallo - verde aveva promesso in diverse occasioni di riavviare e che ora trova spazio all'interno della nuova legge di bilancio 2019.

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La questione dirimente riguarda però i dettagli dell'operazione, stante che per avere un quadro completo e definitivo di tutti i requisiti sarà necessario attendere il decreto dell'esecutivo sul cosiddetto pacchetto Pensioni, dato in arrivo entro il prossimo 12 gennaio 2019.

Pensioni anticipate e OD: i nuovi criteri di accesso alla misura

Tenendo presente quanto appena evidenziato, i nuovi criteri di accesso all'opzione donna dovrebbero prevedere la maturazione di almeno 58 anni di età (anziché i 57 anni indicati nella versione precedente) assieme a 35 anni di contribuzione.

Pensioni anticipate e proroga opzione donna: attesa per il decreto di gennaio del Governo
Pensioni anticipate e proroga opzione donna: attesa per il decreto di gennaio del Governo

Per le lavoratrici autonome sarà invece necessario maturare un anno in più, alzando quindi il requisito anagrafico a 59 anni. L'opzione di prepensionamento resterà però legata anche al ricalcolo contributivo degli assegni, con perdite (anche importanti ed a doppia percentuale) rispetto al pensionamento ordinario che diventano meno onerose al crescere dell'età della richiedente. Resta inoltre in essere il meccanismo delle finestre mobili, per il quale le lavoratrici dovranno attendere 12 mensilità (18 per le autonome) prima di poter ottenere l'agognato assegno.

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Così, il risultato complessivo sarà che le pensionande potranno ottenere effettivamente il primo accredito di pensione dopo aver superato i 59 anni nel caso migliore, oppure dopo i 60 anni per chi ha effettuato versamenti anche come lavoratrice autonoma. Sarà dunque importante aver fatto tutti i calcoli comparativi del caso per una valutazione di effettiva convenienza rispetto alle altre misure di flessibilità disponibili (ad esempio la nuova quota 100 partirà dai 62 anni di età, ma dovrebbe garantire una minore penalizzazione del futuro assegno).

Il consiglio, una volta che saranno disponibili i criteri attuativi, è di rivolgersi al patronato di fiducia per eseguire i calcoli precisi rispetto alla propria storia contributiva.

Il chiarimento del CODS: serve attendere i riscontri ufficiali

Nel frattempo dal Comitato Opzione Donna Social si cerca di fare il punto della situazione in merito alle ultime novità, stante che la mancanza di informazioni ufficiali e definitive sta creando numerosi dubbi e interrogativi nella platea delle potenziali aderenti.

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"Oggi sappiamo che con il 31.12.2015 la sperimentazione si è conclusa, dunque se la si estende di un ulteriore anno la matematica ci dice che i requisiti per accedere (che ancora non si conoscono...) dovranno essere maturati entro il 31.12.2016 e quindi la proroga garantirebbe l’accesso alla platea delle lavoratrici nate entro gli anni 1958 (autonome) e 1959 (privato/pubblico impiego)", ha spiegato la fondatrice del CODS Orietta Armiliato. In merito a questa situazione, l'amministratrice ha quindi suggerito una pausa di riflessione.

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"Prendiamo queste notizie come devono essere prese, ovvero sempre e solo come indicative, in attesa di un qualche ufficialità da parte degli esponenti delle istituzioni deputate".

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