Il decreto attuativo sulla Quota 100 e sul reddito di cittadinanza è ancora all'esame della Ragioneria generale dello Stato. Il testo, infatti, era atteso per giovedì scorso ma, stando a quanto riporta l'agenzia di stampa "AGI", arriverà entro la prossima settimana.

Il premier Giuseppe Conte, intanto, ha rassicurato che si tratta di una riforma complessa e il Governo non potrà permettersi errori: "Vogliamo fare le cose per bene", ha spiegato il Presidente del Consiglio. Tuttavia, le misure in campo previdenziale sono ancora in fase d'impostazione come ribadito dallo stesso Conte: Quota 100, infatti, provvedimento bandiera della Lega, potrebbe essere un buon inizio per superare la tanto odiata Riforma Fornero anche se sembra ormai chiaro che sarà una misura in via sperimentale che sarà in vigore solo per un triennio.

L'obiettivo principale del Governo, inoltre, consiste nel garantire il famigerato ricambio generazionale al fine di dare un maggior spazio ai giovani che oggi fanno sempre più fatica a trovare un'occupazione.

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Stando a quanto si apprende dall'AGI, infatti, il premier Conte ha ribadito che in un'importante azienda leader nel settore energetico, ogni uscita con il meccanismo della Quota 100 corrisponderà a due o tre nuove assunzioni.

Tensioni fra Lega e Movimento 5 Stelle

Intanto il maxi decreto unico che contiene sia il reddito di cittadinanza sia Quota 100 slitterà per il prossimo venerdì, ma era inevitabile visto le recenti tensioni accumulati fra Lega e Movimento 5 Stelle proprio sul reddito di cittadinanza, che secondo il segretario federale della Lega Matteo Salvini dovrebbe coinvolgere anche i disabili.

La misura tanto sbandierata dal Movimento 5 Stelle dovrebbe garantire un sussidio pari a 780 euro mensili ai disoccupati e comporterebbe un costo pari a 6,1 miliardi di euro. Mentre Quota 100 costerà circa 3,9 miliardi di euro per il 2019.

E' questo il motivo da cui è scaturito il rinvio: per il Governo, infatti, è un'operazione molto complessa visto che i due provvedimenti coinvolgeranno altri soggetti oltre alle categorie di soggetti destinatari degli stanziamenti, ovvero i lavoratori che hanno raggiunto i 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi che decideranno di uscire anticipatamente dall'attività lavorativa: i centri per l'impiego che dovranno gestire il reddito e i poveri e i disabili che, invece, potranno beneficiare del sussidio voluto dai 5 Stelle.

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