La nuova quota 100 sembra aver trovato un riscontro particolarmente favorevole tra i lavoratori del settore pubblico, tanto che il primo anno di attuazione potrebbe diventare un vero e proprio banco di prova per il turn over interno alla pubblica amministrazione. Questo appare particolarmente vero nel comparto della Scuola, un settore che vede potenzialmente coinvolti tanto i docenti quanto il personale tecnico di assistenza (comunque raccolto sotto la sigla ATA).

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A stimare la possibilità di elevati livelli di uscite sono i rappresentanti dei lavoratori, che parlano di un numero di domande in grado di raggiungere le 50-60mila unità, in affiancamento ai pensionamenti ordinari che dovrebbero arrivare a garantire altre 27mile uscite entro la fine dell'anno.

Pensioni anticipate, per la scuola è attesa la nuova circolare congiunta Inps - Miur

Sulla situazione non vigila solamente l'Inps, ma ha un ruolo fondamentale anche il Ministero dell'Istruzione.

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Da entrambi è attesa la circolare congiunta che dovrebbe chiarire tutti i dettagli sulla vicenda, stante che le nuove uscite con la quota 100 sono già provviste di una finestra specifica (e che risulta più lunga) per il comparto scolastico. Gli articoli 14 e 15 del decretone prevedono infatti che l'istanza di cessazione del servizio (presentabile fino al 28/02 del corrente anno) risulti coerente rispetto alla conclusione dell'anno scolastico o accademico, regolando le prime uscite dal lavoro a partire dall'inizio di settembre 2019.

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Pensioni Scuola

Con la pubblicazione della nuova circolare si attende quindi di sapere quali saranno le modalità operative da seguire per dare seguito alla richiesta di pensionamento, stante la particolare peculiarità della situazione.

La preoccupazione dei sindacati per il comparto scolastico

Sull'avvio del turn over nel settore si resta quindi in attesa di chiarimenti. Dai sindacati emerge però preoccupazione: se da un lato il ritorno della flessibilità previdenziale può essere accolto con soddisfazione, dall'altro lato resta la sensazione che il problema del ricambio generazionale risulti sottovalutato.

La prospettiva è infatti che il prossimo anno scolastico possa ripartire con molti precari in sostituzione dei docenti di ruolo andati in pensione, pertanto la questione rimane piuttosto delicata vista la necessità di garantire la continuità dell'insegnamento non solo dal punto di vista formale, ma anche per quanto concerne l'aspetto qualitativo del servizio offerto.

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