Oltre 40 mila istanze di prepensionamento arrivate negli sportelli Inps lasciano trasparire che con molta probabilità l'esecutivo giallo-verde non riuscirà ad affrontare l'intera spesa derivante dalla Quota 100. Come ormai noto, infatti, la misura in materia previdenziale contenuta nel maxi decreto unico, consentirebbe il pensionamento anticipato a circa 395 mila lavoratori che nel 2012 hanno dovuto fare i conti con le rigide norme introdotte dalla Riforma Fornero.

Secondo Landini Quota 100 non basta

Tuttavia, stando a quanto annunciato dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini, il meccanismo dei 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi, abbraccerebbe solo una platea ristretta di beneficiari: circa 200-300 mila lavoratori potranno fare istanza di prepensionamento a fronte di circa 395 mila unità ipotizzati dal Governo Conte. "E' un bene chi ha 62 anni e 38 di contributi possa finalmente andare in pensione, ma il problema vero non sono due o trecento mila persone.

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Il problema sono gli altri 20 milioni che continuano a non poterci andare", ha spiegato lo stesso Maurizio Landini a margine della manifestazione tenutasi nei giorni scorsi a Roma.

Stando a quanto affermato dal sindacalista, infatti, la misura contenuta nel contratto di Governo stipulato fra Lega e Movimento 5 Stelle, abbraccia una platea di circa 395 mila lavoratori e l'80 % potrebbe decidere di anticipare l'uscita nel primo anno di applicazione della misura mentre negli anni a venire il numero dei potenziali beneficiari oscilla fra i 150 mila lavoratori e i 350 mila unità per i prossimi anni.

Oltre 40 mila domande presentate

Stando a quanto riportato dal quotidiano "Il Messaggero", intanto, il numero delle istanze presentate presso l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ammonta a circa 40 mila di cui circa 5.233 presentate direttamente dagli interessati mentre altri 34.871 presentate con l'affidamento ai Patronati. Inoltre, Roma detiene il primato con 3.245 domande presentate precedendo Napoli (circa 1.943) e Milano con 1.505 istanze.

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Intanto, continuano i dibattiti in Parlamento sul cosiddetto decretone per la conversione in legge definitiva del testo che dovrà avvenire entro i 60 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale: le varie forze politiche hanno presentato circa 1.570 emendamenti con le proposte di modifica riguardante misure come Quota 100 e Ape Sociale.

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