Quota 100 divenuta legge di Stato il 29 gennaio 2019. Questa riforma del sistema previdenziale è stata introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021. Il governo attualmente in carica, costituito da Lega e Movimento 5 Stelle, era fiducioso del proprio operato. L'opposizione si diceva scettica sull'attuazione della riforma nota come quota 100 e dell'intero contenuto del decreto. L'esecutivo giallo-verde, ad oggi, si dice soddisfatto del risultato raggiunto.

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Se si pensa che in soli 4 giorni sono pervenute 13.792 domande è facile considerare che, entro due mesi, la platea dei potenziali beneficiari potrebbe raggiungere il dato stimato dalla ragioneria di Stato di 290.000 richiedenti per il solo 2019.

Per poter aderire a questa riforma del sistema previdenziale è necessario avere 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contribuzione effettiva. L'assegno pensione sarà percepito per un tempo più lungo, ma potrebbe subire delle decurtazioni.

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Tali penalizzazioni non sono dovute da disposizioni contenute nella legge stessa, ma dal minore numero di anni di contributi versati. È necessario considerare che sarà possibile cumulare redditi da lavoro occasionali con quello da pensione, ma non per importi superiori ai 5.000 euro annui. Quest'ultima disposizione sarà valida fino ai 67 anni di età, ovvero fino al raggiungimento del requisito anagrafico richiesto per l'uscita del mondo del lavoro con la pensione di vecchiaia.

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Differenze tra dipendenti pubblici e lavoratori privati

Le finestre di uscita per quota 100 saranno diverse per dipendenti pubblici e per dipendenti privati. Chi tra i dipendenti privati ha maturato i requisiti per accedere a quota 100 al 31 dicembre 2018, potrà percepire l'assegno pensione già dal 1° aprile 2019, mentre se i requisiti sono stati maturati dopo il 1° gennaio 2019 il diritto alla prima decorrenza utile per l'assegno pensionistico sarà trascorsi 90 giorni (prima finestra).

Chi tra i dipendenti pubblici avrà maturato i requisiti entro il 29 gennaio 2019 giorno dall'entrata in vigore della riforma, potrà percepire la pensione dal 1° agosto 2019. Sarà necessario, inoltre, che i lavoratori pubblici diano un preavviso di sei mesi all'amministrazione di appartenenza.

Quota 100: 13.792 domande pervenute

Per poter aderire a quota 100 sono pervenute 13.792 domande da aspiranti beneficiari.

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Si stima, quindi, che circa 5.000 domande ogni giorno siano state inviate all'Inps o da enti autorizzati o dagli stessi cittadini. Se le richieste dovessero pervenire a questo ritmo si stima che la platea dei potenziali beneficiari potrebbe esaurirsi entro la fine di aprile 2019. Ovviamente facciamo riferimento ai beneficiari di quest'anno. Quasi un terzo delle richieste, ovvero 5797, sono state inoltrate da dipendenti pubblici, mentre circa 6 mila domande sono state fatte per venire da lavoratori dipendenti, 1.040 da commercianti e 923 da artigiani.

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Il resto delle domande sono state inviate da coltivatori diretti (171), lavoratori dello sport e spettacolo (49), fondi speciali (772) e gestione separata (10). Secondo i conti fatti dalla ragioneria di stato nel 2019 i potenziali beneficiari dovrebbero essere 290.000, mentre nel 2020 dovrebbero essere 327.000, ma il dato più alto si dovrebbero aggiungere nel 2021 con 356.000 richieste inoltrate.

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