Ultime notizie in tema Pensioni su Q100 e opzione donna. Quota 100 è un regime sperimentale introdotto dall'esecutivo giallo verde e in vigore per il triennio 2019-2021. Possono accedervi i lavoratori di ambo i sessi con almeno 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contribuzione effettiva. Tale riforma del sistema pensioni è stata studiata per consentire a chi ha versato un numero ragguardevole di contributi di essere collocato a riposo; altro obiettivo di questa riforma è quello di garantire un turnover generazionale e permettere alla disoccupazione giovanile di diminuire.

Per quanto riguarda quota 100, in riferimento alle donne madri lavoratrici, numerose sono state le rimostranze avanzate dai sindacati: essa verrebbe ritenuta poco vantaggiosa rispetto a opzione donna sul piano dei requisiti. A tale proposito la Lega ha avanzato delle proposte.

Quota 100: solo l'1,9% delle domande è 'reale'

Secondo quanto riportato dal sito Adnkronos è possibile appurare che, a dispetto delle statistiche, solo l'1,9% delle domande totali corrisponde alla vera quota 100.

Le restanti 98,1% sono state presentate da lavoratori che hanno dai 63 anni o più anni d'età o da 39 anni di contributi in su. Questi dati sono contenuti nelle tabelle del dossier consegnato dall'UpB (Ufficio di Bilancio) alla Camera in occasione delle audizioni sul decreto legge del reddito di cittadinanza e q100. La possibilità di andare in pensione con le nuove regole sarà utilizzata soprattutto da persone che hanno già 63 anni di età: essi rappresentano il 26,9% della platea, seguita da lavoratori con 64 anni d'età, che rappresentano il 22,1% del parterre e da chi nel 2019 compirà 62 anni, che rappresenta il 18,4% della platea.

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Se invece facciamo riferimento all'anzianità contributiva, il parterre degli aventi diritto è rappresentato da chi ha almeno 41 anni di contributi: essi sono il 23,5% del totale e, solo alla fine, troviamo i lavoratori con 38 anni di contributi, che rappresentano appena il 9,7% dei richiedenti.

Quota 100 e opzione donna: le lavoratrici preferiscono la seconda

Secondo le ultime notizie, le lavoratrici preferiscono opzione donna a quota 100.

È presente un forte gender gap che evidenzia come le lavoratrici abbiano inoltrato solo 22.000 domande a fronte delle 86.000 totali rilevate con quota 100. Secondo Cgil, Cisl e Uil, quota 100 sarebbe poco vantaggiosa per le donne. Ricordiamo che i requisiti cardine sono avere 62 anni d'età e 38 anni di contribuzione effettiva, mentre con opzione donna le lavoratrici possono uscire dal mondo del lavoro a 59 anni, se autonome e a 58 anni se dipendenti (entrambe le categorie devono avere almeno 35 anni di contributi).

Va precisato che q100 non prevede penalizzazioni pensionistiche (l'assegno pensione più basso è dato solo dal minor numero di contributi versati), mentre con opzione donna la pensione è calcolata interamente con il sistema contributivo.

Cisl, Uil e Cgil vorrebbero che per le lavoratrici venissero attuati sconti contributivi. La Lega ha proposto che per le donne lavoratrici madri fosse permesso di beneficiare di quota 100 con vantaggi: ovvero verrebbe garantita loro la possibilita di uscire dal mondo del lavoro in anticipo di 4 mesi per ogni figlio, fino a un tetto massimo di 12 mesi.

Inoltre, potrebbe essere garantita alle donne lavoratrici e madri di figli disabili di uscire dal mondo del lavoro con alcuni anni di contribuzione in meno.

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