"Nonostante le Pensioni anticipate a quota 100, c'è ancora chi va in pensione con le regole della riforma Fornero". E' Sandro Renzoni dell'Inca Cgil Toscana a sostenerlo guardando i numeri dei lavoratori che hanno fatto domanda di pensione anticipata nel 2019. Circa la metà dei contribuenti, infatti, non ha presentato domanda di quota 100, ma ha scelto le misure alternative di pensione anticipata, il meccanismo di uscita con i requisiti bloccati fino al 2026 rispetto all'aspettativa di vita, con l'opzione donna che è usata ma è penalizzante, con l'anticipo pensionistico Ape e con la quota 41 dei lavoratori precoci.

La legge di Bilancio 2020 potrebbe cambiare tutto, ma le modifiche alle pensioni con quota 100 o la corsa all'opzione donna non rappresenta la migliore soluzione.

Uscita pensioni anticipate, ultime notizie di oggi su riforma della quota 100 e opzione donna

La misura di pensione anticipata più richiesta nel 2019 è stata, senza dubbio, quota 100. Al 10 settembre scorso le domanda di uscita sono risultate 176 mila.

"E' un'opportunità aggiuntiva - afferma Renzoni - E non è vero che, come sottolineò l'ex Presidente dell'Inps Tito Boeri, l'assegno di pensione è molto più basso rispetto a quello che si sarebbe percepito aspettando la pensione di vecchiaia. Ma non è nemmeno vero ciò che disse Matteo Salvini che il lavoratore con quota 100 non ci rimette nulla. In verità qualcosa ci rimette. Ma è una misura che ha favorito soprattutto gli uomini, mentre le donne ne hanno beneficiato per il 26 per cento".

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Pensioni Matteo Salvini

Arrivare ai 38 anni di contributi, richiesti per la quota 100, è molto difficile per le lavoratrici che ripiegano sulla pensione con opzione donna. Utilizzata, ma penalizzante perché si perde almeno il 20-25 per cento dell'assegno di pensione futura. Prima della riforma Fornero l'opzione donna non era una misura così richiesta, così come l'Ape volontario. "Prima c'era interesse sull'anticipo pensionistico - analizza Renzoni - ma il numero delle domande non era pari alle tante richieste di informazioni. I costi per uscire dai 63 anni con l'Ape sono evidenti, soprattutto sulla polizza assicurativa".

Riforma pensione anticipata: oltre quota 100 uscita a 42 anni e 10 mesi, quota 41 precoci e Ape

E, allora, tracciando le linee delle misure di pensione anticipata esistenti ad oggi e in attesa delle possibili modifiche alla quota 100 (si ipotizza lo stop della sperimentazione alla fine del 2020, l'aumento dell'età di uscita a 63 o a 64 anni o l'aumento degli anni di contributi a 39), è possibile constatare dai numeri che i lavoratori escono ancora con i meccanismi della riforma Fornero.

Prima tra tutti la pensione anticipata a 42 anni e dieci mesi (per le donne l'uscita è a 41 anni e dieci mesi), requisiti che da quanto legiferato nella scorsa legge di Bilancio rimarranno bloccati fino al 2026. "Nella regione Toscana - conclude Renzoni - il numero delle domande presentate per la pensione anticipata della Fornero e quello delle pensioni a quota 100 si equivalgono". Nelle cifre nazionali, secondo gli ultimi dati Inps, le domande di pensione anticipata con la Fornero nei primi nove mesi del 2019 sono state 124 mila, circa 50 mila in meno della quota 100.

Ma mentre quest'ultima misura mostra i primi segnali di rallentamento, per l'uscita a 42 anni di contributi i dati sono in continuo aumento.

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