Il Concorso università che decreterà l'assunzione di oltre 2.400 professori nelle principali sedi universitarie italiane arriverà il primo dicembre. Da tale data infatti, gli atenei si svincoleranno dai paletti che erano stati imposti dalla Legge di Bilancio dello scorso anno. Essa aveva decretato la non pubblicazione di ulteriori bandi. Marco Bussetti, ex Ministro dell'istruzione, ha autorizzato a procedere. La Corte dei Conti ha di conseguenza vagliato i due decreti ministeriali che spiegano come verranno distribuiti i vari punteggi dell'organico.

Concorsi università: piano assunzioni

Le figure totali che verranno impiegate tramite i concorsi università saranno un totale di 2.444. Tra esse figureranno professori universitari, ricercatori e professori associati. Numerose le sedi universitarie interessate, in primis La Sapienza di Roma, la Federico II di Napoli e ancora l'Alma Mater di Bologna. I decreti che sono passati al vaglio della della Corte dei Conti sono due.

Nello specifico, con il primo decreto si stabilisce che i 2.223 organici ordinari potranno essere distribuiti secondo il regime assunzionale al 31-12-2018 e l'indicatore spese di personale. Ogni singola università avrà dunque un più o meno libero margine di manovra riguardante gli impieghi dei professori. Le università sopracitate avranno, in base a questi due decreti, un'ampia possibilità di implementare il proprio organico.

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Sempre secondo i due decreti passati al vaglio della Camera dei Conti, le assunzioni verranno validate in base ai punti organici messi a disposizione dei vari atenei e il relativo utilizzo. Nel primo decreto è spiegato nel dettaglio il meccanismo di distribuzione dei 2.223 punti organici ordinari per il concorso università, mentre nel secondo decreto si esplicita la procedura per altri 221 punti. Infine, 195 punti dell'organico verranno riservati alle università considerando il rapporto tra docente/studenti, i risultati a livello finanziario dall'ateneo in essere e le borse di dottorato. Si ricorda che per i 221 punti di organico è prevista anche l'opzione bonus-malus.

Arriva la Proroga dell'abilitazione scientifica nazionale

Un'importante novità in arrivo dal governo riguardante i concorsi università sarà la proroga dell'abilitazione scientifica nazionale. Essa è stata introdotta dal decreto sui precari della Scuola che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri giovedì scorso. Grazie ad essa, l'abilitazione potrà essere valida fino a 9 anni. Ampliata dunque la platea delle possibili candidature per il ruolo di professore universitario.

Il numero degli aspiranti docenti è stato stimato intorno ai 30.000. Il provvedimento del governo viene prorogato fino al 2021. Negli atenei ci sarà l'opportunità di impiegare tramite concorso ricercatori e professori associati che abbiano l'abilitazione con contratti di prima seconda fascia e contratto a tempo indeterminato. Nel frattempo, grande attesa per i nuovi concorsi università che partiranno dal primo dicembre 2019.

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