A partire da gennaio 2020 le Pensioni Inps degli italiani saranno rivalutate dell'1,1 per cento sulla base di quanto rilevato dall'Istat in merito al tasso di inflazione del 2019. L'indice tiene conto delle variazioni dell'indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie degli impiegati e degli operai senza considerare la variazioni riscontrate sui tabacchi. Il tasso comunicato dall'Istat sulla variazione dei prezzi del 2019 verrà ufficializzato dal decreto adottato dal Ministero del Lavoro di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze in pubblicazione proprio per domani, 20 novembre, nella Gazzetta Ufficiale.

Tuttavia, la rivalutazione delle pensioni Inps è piena solo per gli importi mensili fino a quattro volte il minimo, ovvero per le pensioni fino a 2.052 euro lorde (corrispondenti a 1.650 euro netti), mentre è parziale per le pensioni di importo più elevato.

Aumento pensioni Inps: domani 20 novembre decreto indice inflazione 2019 applicato pensioni 2020

Inoltre, la rivalutazione delle pensioni Inps attesa all'1,1 per cento dal decreto di domani rappresenta uno dei minimi storici registrati negli ultimi anni, dopo lo zero registrato nel 2017 ed il -0.1 per cento tra il 2015 ed il 2016, allorquando si applicò la rivalutazione pari a zero delle pensioni per evitare il taglio nominale degli assegni.

Il tasso che verrà ufficializzato domani rappresenta un valore che, proprio nella recente manifestazione dei sindacati uniti tenutasi a Roma, è stato ritenuto troppo modestro e traducibile in pochi euro mensili in più. Inoltre, la rivalutazione delle pensioni è attesa in discesa per l'anno prossimo, periodo in cui la stima dell'Istat si ferma allo 0,4 per cento. Per il 2020 ed per il 2021 la rivalutazione delle pensioni sarà effettuata con le sette fasce di importi delle pensioni: infatti, per le pensioni fino a 2.052 euro lordi mensili (corrispondenti ad importi fino a quattro volte la pensione minima) la rivalutazione dell'1,1% sarà applicata al 100 per cento, mentre verrà decurtata per le pensioni di importo maggiore.

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Pensioni

Conti alla mano, per i mensili dello scaglione successivo, ovvero per le pensioni da quattro a cinque volte la pensione Inps minima, la rivalutazione sarà del 77 per cento del tasso di inflazione rilevato dall'Istat.

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Ancora più modesta sarà la rivalutazione per le pensioni Inps di importo superiore: infatti, per le pensioni da cinque a sei volte la pensione minima, la rivalutazione applicata all'1,1% sarà del 52 per cento e per i trattamenti da sei a otto volte il minimo la rivalutazione si ferma al 47%.

Ulteriori tagli sono previsti per le pensioni da otto a nove volte il minimo (45 per cento) e per quelle che superino le nove volte la pensione minima (40%). E' da rilevare che la rivalutazione delle pensioni da tre a quattro volte il minimo (all'incirca da 1.593 a 2.052 euro lordi, ovvero da 1.485 a 1.650 euro netti) si sarebbe dovuta fermare alla rivalutazione del 97% dell'indice di inflazione. L'inclusione di questa fascia alla rivalutazione piena è contenuta nel disegno di legge di Bilancio 2020 attualmente al vaglio del Parlamento.

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