Dicembre è il periodo delle tredicesime. Un'entrata aggiuntiva che, per ciascun lavoratore, può rappresentare una risorsa importante all'interno della propria economia. Il Sole 24 ore, nella sua edizione on line, ha pubblicato un focus relativo ai dipendenti del settore privato, con l'eccezione di quanti sono impegnati nel settore agricolo. I numeri pubblicati hanno permesso di far emergere un'importante differenza di introiti derivanti della tredicesima mensilità tra il Nord ed il Sud. Allo stesso modo l'indagine, condotta dalla Fondazione Consulenti del Lavoro, ha permesso di mettere in evidenza un aumento dei contratti part-time, con particolare riferimento al mondo femminile.
Questo, logicamente, si rivela il presupposto per tredicesime più basse e allo stesso tempo desta preoccupazione per via dell'avvenuta presa di coscienza del calo di ore lavorate. Questo, nel tempo, potrebbe diventare un aspetto condizionante il sistema delle pensioni, ma anche l'economia del Paese.
Disparità nella distribuzione tra Nord e Sud
Il monte delle tredicesime pagate ai lavoratori dipendenti privati, secondo l'indagine dell'Osservatorio statistico dei Consulenti del lavoro, parla di circa 20,9 miliardi di euro lordi. L'indagine, come detto, non riguarda il settore agricolo. Un rapido calcolo permette di stimare la mensilità aggiuntiva media in circa 956 euro. Tuttavia, esistono casi in cui i contratti part time, soprattutto se si parla di donne, regaleranno un'entrata aggiuntiva di 529 euro.
Va un po' meglio, invece, a chi ha un contratto full time che riceve mediamente 1192 euro.
Attualmente si stima che il 28,8% dei contratti lavorativi esistenti nel mese di dicembre è part time, dato che sale fino al 46,4% se si parla di donne. Solo il 16,2% degli uomini è impiegato senza un accordo 'full'. Esiste una disparità anche territoriale. Si stima, infatti, che il 63% del monte delle tredicesime viene pagato al Nord, si scende al 16% andando a considerare il Sud. Mediamente un siciliano o un sardo percepiscono 746 euro, 210 euro in meno rispetto al dato nazionale e 331 euro al di sotto di ciò che si riconosce a chi lavora nel Nord ovest.
Le ore lavorate diminuiscono
Il presidente della Fondazione studi consulenti del lavoro, Rosario De Luca, ha posto l'accento sulle differenze, ma anche su un altro aspetto.
Parlando in un'intervista a Il Sole 24 ore ha, infatti, espresso preoccupazione per l'aumento dei contratti par time a cui fa da contraltare una diminuzione delle ore lavorate. Questo, secondo l'esperto, sarebbe destinato a generare ricadute importanti ed evidentemente non positive sull'economia del Paese e sulle pensioni. Parole che, dunque, alimentano la necessità di rivedere qualcosa sotto il profilo della strategia economica e produttiva dell'Italia.