Sono parole che non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni, quelle pronunciate su Quota 100, e più in generale sulla riforma Pensioni, dal sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, in occasione della presentazione del rapporto del Centro Studi Itinerari Previdenziali. Il rappresentante del Governo Conte ha risposto alle domande sui temi relativi alla riforma previdenziale e all'avanzamento dei lavori dichiarando, con estrema chiarezza, che non ci potrà essere alcuna riforma delle pensioni prima della conclusione di Quota 100.

Quota 100 deve finanziare la riforma pensioni

Il sottosegretario Baretta ha infatti spiegato ai presenti che la riforma previdenziale, al quale il Governo Sta lavorando insieme ai sindacati, può partire solo in contemporanea alla conclusione della pensione anticipata, che al momento è fissata per la fine del 2021. Il motivo, stando a quanto affermato dal rappresentante del dicastero economico, è tanto banale quanto essenziale: "Ciò che entra nelle casse dello Stato grazie alla lotta all'evasione fiscale deve essere indirizzato alla riforma dell'Irpef, mentre tutto quello che arriva da Quota 100 deve servire a finanziare la riforma delle pensioni".

Sarebbe impossibile altrimenti porre in essere entrambe le cose, sostiene Baretta.

Misiani: 'Terminare Quota 100 un anno prima'

Dalle pagine di Repubblica, invece, il viceministro all'Economia, Antonio Misiani, ha lanciato un'altra proposta destinata a far molto discutere e che ha già ricevuto il 'no' dei sindacati. Secondo il numero due del dicastero economico, Quota 100 andrebbe interrotta alla fine di quest'anno anziché aspettare la conclusione naturale della sperimentazione che avverrà il 31 dicembre del 2021.

L'ipotesi avanzata dal viceministro è quella di sostituirla con una forma di pensione anticipata molto più equa e meno gravosa da un punto di vista economico.

I sindacati prudenti sulla fine anticipata di Quota 100

Non si è fatta attendere la risposta delle tre sigle sindacali: Cgil, Cisl e Uil frenano sull'ipotesi avanzata dal viceministro del Partito Democratico, ma non si pongono in una posizione di chiusura netta.

Lo scopo delle parti sociali, infatti, è quello di concludere i tavoli di trattativa con il Governo portando a casa un risultato ben preciso, ovvero una riforma pensioni che superi la legge Fornero ed, eventualmente, garantisca una nuova forma di flessibilità in uscita che vada a sostituire Quota 100. Perciò, esattamente come auspicato dal sottosegretario Baretta, e stando anche a quanto emerso nei tavoli di confronto con il Governo, è probabile che i sindacati siano disposti a rivedere la loro posizione, qualora la fine di Quota 100 arrivasse simultaneamente all'avvio di una nuova riforma pensioni.

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