Dopo l'esternazione nelle scorse settimane di tempistiche incerte a proposito della possibilità di presentare domanda per il bonus di 600 euro per Partita Iva e autonomi, adesso è arrivata una data ufficiale: le istanze andranno presentate a partire dal giorno 1 aprile 2020 direttamente sul portale online dell'Inps.

A confermarlo, una nota apparsa sul sito internet dell'Ente presieduto da Pasquale Tridico, che nelle scorse settimane aveva eletto quella entrante come la settimana decisiva per l'inoltro dell'istanza di richiesta d'accesso ad una delle 16 misure di sostegno al reddito previste dal Decreto Cura Italia.

Partita Iva e autonomi, bonus 600 euro: domande al via dall'1 aprile

A partire dal giorno 1 aprile 2020, precisa la nota dell'Inps, sarà possibile inoltrare le domande direttamente dalla pagina online in cui la nota stessa è riportata. Al momento, il bonus da 600 euro per Partita Iva ed autonomi sarà erogato sotto forma di una misura una tantum valida solo per il mese di marzo, ma il Premier Conte ha già anticipato che ad aprile verrà emanato un altro apposito decreto approvato dal Consiglio dei Ministri.

Per poter fare richiesta, sarà necessario accedere alla sezione "My Inps online", loggarsi immettendo codice fiscale e pin d'ingresso, entrare sulla pagina indicata dalla nota e seguire la procedura che verrà resa pubblica per l'inoltro della domanda.

A tal riguardo, si ricorda che è bene essere in possesso del pin dispositivo o dell'identità digitale SPID, anche se Tridico ha già annunciato che per l'occasione verrà messa in piedi una procedura semplificata con l'uso del cellulare per confermare l'accesso alla domanda.

Indennità e misure di sostegno al reddito, oltre ai lavoratori il Governo pensa alle famiglie

Il bonus da 600 euro per Partita Iva ed autonomi, insieme alle misure di cassa integrazione previste per le altre categorie di lavoratori, rappresentano soltanto il primo passo compiuto dal Governo Conte per arginare gli effetti della devastante crisi economica generata dalla pandemia da coronavirus in atto nel paese.

Oltre ai lavoratori, l'Esecutivo ha infatti preso in carica la questione del sostegno alle famiglie meno abbienti, in forza delle quali una conferenza stampa congiunta tenutasi ieri ad opera dello stesso Premier e del Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha annunciato lo stanziamento di 4,5 miliardi di euro da destinarsi ai Comuni - le istituzioni più vicine ai cittadini - e di altri 400 milioni di euro da erogarsi sotto forma di buoni spesa.

Giuseppe Conte ha approfittato della cornice istituzionale per lanciare un appello alla grande distribuzione alimentare affinché vengano applicate "scontistiche del 5-10%", il tutto nell'ottica della costituzione di una "catena di solidarietà nella quale nessuno venga lasciato da solo".

Chiaro l'intento a monte del provvedimento, l'evitare cioè il nascere di una piaga sociale di proporzioni incalcolabili qualora le famiglie dovessero incontrare serie difficoltà nel reperire beni di prima necessità.

In videoconferenza da Bari è intervenuto anche Antonio Decaro, sindaco della città pugliese ma anche Presidente dell'Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) che ha ribadito come si stia lavorando "per azzerare la burocrazia e far pervenire gli aiuti nel minor tempo possibile".

Appare interessante osservare, a questo punto, la strategia adottata dal Governo Conte, che per gestire l'emergenza, oltre a prendersi carico in prima istanza di tutta una serie di provvedimenti statuiti tramite decreti emanati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sta cercando di "delocalizzare" le decisioni, servendosi molto di Regioni e Comuni, cui viene lasciata una buona libertà d'azione: si tratta di istituzioni ovviamente più vicine alle varie realtà territoriali e dunque maggiormente consapevoli di dove e come intervenire.

L'imperativo chiave è non far sentire da soli i cittadini, in questo momento il contrario costituirebbe la più grande sconfitta della politica italiana impegnata nella crisi più profonda dal secondo dopoguerra ad oggi.

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