Il bonus 600 euro ai possessori di partita Iva e autonomi, il voucher baby-sitter e la cassa integrazione, ovvero gli strumenti messi a disposizione dal Governo con il decreto del 17 marzo 2020 "Cura Italia" per il sostegno ai redditi dei lavoratori, rischiano di essere pagati nelle settimane successive alla presentazione della domanda, ma si ipotizza addirittura che l'attesa potrebbe allungarsi ad almeno un mese. L'Inps ha snellito l'iter procedurale di presentazione delle domande del bonus 600 euro alle partite Iva e voucher baby-sitter con l'abbreviazione dei meccanismi per ottenere il Pin dispositivo necessario all'accesso al sito, ma i tempi per ottenere i pagamenti si prospettano lunghi: abbandonata l'idea del click-day, tra l'altro, gli accrediti seguiranno l'ordine cronologico di invio dell'istanza.

Partita Iva, baby-sitter e cassa integrazione in deroga: bonus e indennità del decreto 17 marzo 2020

Dunque, chi prima presenterà domanda del bonus 600 euro per i possessori di partita Iva e per i vari voucher verrà pagato prima: tuttavia, le previsioni di attesa degli accrediti ipotizzano che agli autonomi i 600 euro arriveranno nel mese di aprile, probabilmente prima dei pagamenti dei voucher alle baby-sitter. Il Presidente dell'Inps ha assicurato che i fondi per le misure a sostegno dei redditi ci sono: tuttavia i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un tavolo urgente ai Ministri dell'Economia e del Lavoro e alla stessa Inps per velocizzare le procedure soprattutto degli ammortizzatori sociali, ordinari ed in deroga.

Bonus di 600 euro a partite Iva e voucher baby-sitter: procedura Pin dispositivo Inps

Dalle procedure messe a conoscenza dell'Inps, intanto, viene spiegato che per la presentazione delle domande del bonus 600 euro alle partite Iva e agli autonomi sarà necessario essere in possesso del Pin dispositivo dell'Istituto previdenziale.

In alternativa si potrà utilizzare lo Spid, la Carta nazionale dei servizi oppure la Carta di identità elettronica. In mancanza di questi strumenti di accesso, il rilascio di un nuovo Pin avverrà con una procedura semplificata che comporterà un solo passaggio, anziché i consueti due che prevedono anche l'invio della corrispondenza a casa.

Infatti, occorrerà richiedere sul sito Inps il Pin dispositivo (oppure via telefono chiamando il numero verde 803164) per ricevere via Sms oppure via posta elettronica le prime otto cifre che serviranno già per l'accesso al sito e per la presentazione delle domande (senza dover attendere l'arrivo per posta della seconda parte del Pin).

Indennità 600 euro partita Iva, domanda Inps bonus dal 31 marzo 2020, pagamenti a 30 giorni

La procedura Inps prevista per il Pin semplificato del bonus di 600 euro alle partite Iva e agli autonomi non sarà la stessa che potranno fare le baby-sitter per il voucher. Infatti solo per questa categoria lavorativa, dopo la richiesta del Pin dispositivo e l'ottenimento delle prime otto cifre del codice con la procedura semplificata, bisognerà attendere in ogni caso la seconda parte del Pin per la registrazione alla piattaforma "Libretto di Famiglia" dove verranno accreditati i 600 euro del voucher (1.000 euro per il personale della sanità e per le Forze dell'ordine).

Dunque è probabile che i pagamenti del voucher baby-sitter arrivino dopo quelli previsti per le partite Iva.

Bonus partita Iva e Gig: ultime novità oggi su pagamenti autonomi e dipendenti

Rimanendo quindi alle previsioni di Pasquale Tridico, dal 31 marzo potranno essere presentate le domande per il bonus 600 euro partite Iva e autonomi e voucher baby-sitter. Nel termine di 30 giorni, poi, il Presidente Inps conta di procedere con i pagamenti. La timeline delle domande ad oggi, dunque, ha già in lavorazione le domande presentate per la cassa integrazione ordinaria presentate in questa settimana dalle imprese. Dalla prossima settimana le imprese potranno fare le domande di cassa integrazione in deroga non appena sarà concluso l'accordo del Governo con le regioni.

Tuttavia, secondo quanto riferiscono i sindacati, i soldi della Cig in deroga potrebbero arrivare solo tra qualche mese, successivamente ai pagamenti alle partite Iva e alle baby-sitter. Nel frattempo, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha assicurato che i pagamenti delle Cig arriveranno entro il 15 aprile direttamente sull'Iban dei lavoratori, chiedendo lo sforzo di velocizzare le operazioni di accredito al Ministero del Lavoro e all'Inps: i sindacati sono però scettici. Annamaria Furlan della Cisl, infatti, ha avvertito che dal momento che le imprese utilizzeranno le nove settimane di cassa previste dal decreto del 17 marzo 2020 (ore che dovranno essere poi verificate dall'Inps), si rischia che i pagamenti non avvengano prima di maggio.

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